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Mercoledì 22 Maggio 2013  /  ultimo aggiornamento h 16:00

No dell'Enac alla torre di Pierre Cardin:
è troppo alta, a rischio il traffico aereo

Parere negativo al progetto del Palais Lumière: «Supera
i limiti di 110 metri». Annullata la conferenza dei servizi

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di Elisio Trevisan

VENEZIA - Con la pietra che Enac ha messo sopra al Palais Lumière, la torre di Pierre Cardin supera i 250 metri di altezza e va a toccare il cielo, in quel luogo dove vivono i sogni non certo le opere terrene. L’Ente nazionale aviazione civile ha detto, insomma, senza possibilità di fraintendimenti che quell’edificio è 110 metri più alto di quanto consentito in tutto il territorio veneziano. Quindi non è consentito.

Lo ha scritto in una lettera inviata da Roma alla Regione e al Comune e, per conoscenza, all’Enac e a Modutec, il consulente dello studio Altieri che esegue la progettazione dell’opera. L’ha inviata ieri in considerazione della Conferenza dei servizi convocata per lunedì prossimo, 16 luglio. Convocazione che, tra l’altro, ha fatto storcere il naso al Comune che ha vissuto come uno sgarbo il fatto che Palazzo Balbi non abbia atteso che il Consiglio comunale votasse per dare mandato al sindaco di sottoscrivere l’Accordo di programma. In vista di quell’incontro, dunque, l’Enac ha inviato preventivamente il proprio parere: considerata la violazione della superficie orizzontale esterna, superando il limite della stessa di 110 metri circa, l’Ente non può esprimere la propria autorizzazione. E aggiunge che tale lettera vale come parere per la Conferenza dei servizi del 16. Conferenza che, dopo questa bocciatura, è stata annullata.

Il progetto, che comporta un investimento di quasi un miliardo e mezzo di euro, prevede una torre alta 250 metri e 50 centimetri (66 piani) in via delle Macchine a Marghera, a pochi metri da Fincantieri e dal resto della zona industriale. Il vincolo che vale per tutta la città è di 140 metri. A questo punto non si capisce con chi i responsabili del progetto abbiano parlato, dato che anche nel corso della presentazione pubblica, il 18 giugno scorso, hanno affermato che riguardo agli aerei in atterraggio non c’è nessun problema. Anzi, nel corposo elaborato dello studio Altieri, si ribadisce che «è stato sviluppato un apposito modello aeronautico che dimostra la compatibilità dell’opera sia con l’assetto attuale dell’aeroporto sia con il suo futuro sviluppo. Il documento è stato presentato all’Enac, che lo ha esaminato e valutato positivamente».

Come se non bastasse, sempre a proposito del progetto, c’è un’altra questione che riguarda la grande piastra che dovrebbe sorgere sopra ai binari della stazione ferroviaria di Mestre per collegare il Palais Lumière direttamente alla città. Pare che Rfi ancora non abbia visto questi progetti, quindi anche su questo aspetto c’è un punto di domanda.


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