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Gettano a terra le mascherine, arrestata banda criminale cinese

Avevano rapinato e colpito in varie parti d'Italia. Sono stati incastrati dal Dna lasciato sugli oggetti abbandonati

Carabinieri di Sacile e Fontanafredda hanno arrestato la banda cinese dei centri massaggi, responsabile di vari colpi nel Nord Italia. L'indagine è partita dalla rapina compiuta, il 2 luglio 2018, al centro massaggi cinese ‘Orientale Rosso’ di Fontanafredda. Si tratta di quattro cinesi, tutti pregiudicati. Due – un 34enne e un 48enne - sono già in carcere, a Poggioreale e Venezia, per analoghi reati, commessi tra Gorizia e Venezia, mentre gli altri due - un 31enne, che materialmente brandiva il coltello, e un 38enne, ideatore del colpo e autista del gruppo – hanno ricevuto un obbligo di dimora a Padova e Reggio Emilia.

Il colpo

Tre di loro, nella notte del 2 luglio, avevano fatto irruzione nel centro massaggi in via Pontebbana 64, con il volto coperto da una mascherina di tipo sanitario. Avevano minacciato, anche con un coltello, le due massaggiatrici, costringendole a consegnare la somma di mille euro circa. Le due donne erano poi state prese per il collo e schiaffeggiate, portate al piano interrato e immobilizzate con fascette da elettricista. La malcapitate erano riuscite a scappare, chiedendo aiuto, mentre i rapinatori scappavano a bordo di una Bmw nera, guidata dal quarto complice.

Le indagini

I militari sono arrivati a loro grazie all’analisi, condotta dal Ris di Parma, dei reperti trovati sul posto, a cominciare da due mascherine abbandonate sulla scena del crimine. Dagli elementi, è stato possibile estrapolare il Dna di uno dei rapinatori, incastrato anche per un analogo colpo commesso a novembre 2017 a Montebelluna, sempre a danno di un connazionale. I due cinesi in carcere hanno già confessato.

L’importanza del risultato è legata al fatto che la criminalità cinese opera spesso in modo imperscrutabile, complicando le attività di indagine, anche per la reticenza delle vittime

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