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Dm Elektron: confermata la volontà di tagliare 50 addetti

In corso l'incontro a Trieste tra organizzazioni sindacali e proprietà

A fronte della volontà aziendale di cessare l'attività dei reparti di produzione dello stabilimento friulano (mettendo così a rischio 50 addetti), la Regione è disponibile a riconvocare prontamente il tavolo di crisi della Dm Elektron di Buja, una volta che le parti avranno approfondito in sede sindacale il confronto, confermando la propria costante attenzione sul futuro dello stabilimento.

Questo l'esito dell'incontro, tenutosi questa mattina a Trieste, tra l'esecutivo regionale - presente con gli assessori Bini, Rosolen e Zilli -, il Comune di Buja, la proprietà, Confindustria Udine, Rsu e organizzazioni sindacali.

La proprietà ha dichiarato 50 esuberi in quanto, nella sua revisione aziendale, prevede di mantenere a Buja solo i settori amministrativo, commerciale, progettazione, riparazione e test, occupando 45 persone. Affinché gli strumenti messi a disposizione dalla Regione possano offrire risposte significative occorre che essi siano inseriti in un percorso condiviso con le parti.

“L’azienda non intende accogliere la proposta d'impiego di ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione finalizzata alla formazione dei lavoratori o il contratto di solidarietà", spiega il segretario della Fiom Cgil di UdineGianpaolo Roccasalva. "L’unica possibilità pare essere la cassa integrazione per cessata attività e per ottenerla - sottolinea Roccasalva – è necessaria la firma del sindacato. Non credo che i lavoratori ci daranno il consenso su questo provvedimento, pertanto da lunedì saranno avviate assemblee per decidere quali iniziative avviare". I sindacati chiedono alla Regione di fare da mediazione per trovare soggetti interessati a prendere in mano l’attività produttiva di Buja.

“La Regione chieda al Governo di rendere finalmente concreta la disponibilità a convocare un tavolo istituzionale presso il Ministero dello Sviluppo economico sulla situazione della DM Elektron: prima di ricorrere agli ammortizzatori sociali bisogna provare tutte le vie per salvare i posti di lavoro”. Lo afferma Debora Serracchiani, capogruppo Pd nella commissione Lavoro alla Camera dei Deputati. “Risale al 12 dicembre 2018 – ricorda Serracchiani - la risposta del sottosegretario Cominardi alla mia interrogazione durante il question time in Commissione Lavoro, e già allora auspicavo che il Governo passasse dalle parole ai fatti. Risulta che il Governo abbia ribadito la sua 'disponibilità', ma è evidente che questo esecutivo non si muove senza qualche forte stimolo: per questo – sottolinea - occorre che agisca la Regione”. 

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