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'Mosaici di mais': apparsi due nuovi labirinti nella Bassa Friulana

Districarsi in un dedalo di percorsi alla ricerca di un'uscita. E' l'esperienza che anche quest'anno la fattoria didattica La Selce ha organizzato per i suoi ospiti a Bagnaria Arsa realizzando due nuovi straordinari rompicapi

Nella Bassa friulana sono stati inaugurati i due nuovi labirinti creati dalla

fattoria didattica 'La Selce'. L'attrazione ludico-ricreativa si trova nei campi di Bagnaria Arsa all'interno di un apprezzamento di 4 ettari coltivato a mais, a pochi metri dall'azienda agricola gestita dalla famiglia Tosoratti.

Dopo la città stellata, la mappa del Friuli Venezia Giulia, il pavone, la zucca, il capriolo, la lepre e la farfalla, il tema di questa sesta edizione è stato dedicato alla Basilica di Aquileia e ai suoi splendidi e millenari mosaici.

La mappa del primo labirinto raffigura cinque dei 270 nodi di Salomone presenti all'interno della cattedrale patriarcale Santa Maria Assunta;

il secondo, invece, prende spunto dal celebre mosaico che raffigura Giona, sputato dal mostro marino, mentre si adagia su un'imbarcazione.

Lungo l'intricato dedalo di percorsi, sono presenti, inoltre, una serie di giochi e cartelli con indovinelli creati per stimolare, informare e testare la conoscenza dei visitatori sulla storia di Aquileia e dell'Antica Roma.

Viste le esperienze precedenti, quest'anno abbiamo studiato due labirinti più sofisticati e avventurosi, con un grado di difficoltà superiore – ci ha garantito il titolare, Fabio Tosoratti - . Per la loro realizzazione abbiamo adottato una tecnica leggermente differente ma utilizzando sempre un sistema manuale che prevede l'utilizzo di cordelle metriche, spaghi e picchetti e il taglio degli steli di granoturco quando sono alti circa 30 centimetri; il tutto è stato poi perfezionato durante la naturale crescita delle piante di mais”. Un lavoro di precisione che si può apprezzare anche di notte fino alle 22.30. “Di sera - ricorda Tosoratti - i labirinti esprimono tutta la loro potenzialità. Ricordo, però, che i visitatori potranno cercare l'uscita solo se muniti di torce e tanto coraggio”.

 

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