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Aborto, una conquista da difendere. In Fvg i manifesti di atei e agnostici

L'Uaar vuole controbattere le organizzazioni che colpevolizzano le donne che fanno uso della pillola Ru486 e che non vogliono portare a termine una gravidanza

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Arriva anche nella nostra regione la campagna nazionale che l'Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti ha promosso per difendere la possibilità e il diritto di utilizzare l'aborto farmacologico per l'interruzione volontaria di una gravidanza.

Con una serie di affissioni in tutto il Friuli Venezia Giulia (Trieste, Gorizia, Monfalcone, Villesse, Udine, Latisana, Palmanova, Gemona, Tolmezzo, Cividale, Pordenone, Sacile, Maniago, Spilimbergo, San Vito al Tagliamento), e in particolare nelle città dove sono presenti ospedali, l'Uaar vuole controbattere alle frequenti manifestazioni di paternalismo e stigmatizzazione in materia di aborto, presentato spesso come scelta per forza drammatica e sofferta.

La testimonial della campagna, Alice Merlo, la giovane il cui volto è presente in manifesti e locandine, ha dichiarato «Ho scelto di interrompere volontariamente una gravidanza con la terapia farmacologica. L’ho potuto fare in tutta sicurezza. La Ru486 evita il ricovero ospedaliero e l’intervento chirurgico: una scoperta scientifica meravigliosa per la salute delle donne», denunciano successivamente che i «maggiori problemi legati all’interruzione volontaria di gravidanza sono le dinamiche colpevolizzanti, la riprovazione sociale per aver fatto quella scelta, l’imposizione del senso di colpa e del dolore».

«I concetti-chiave attorno a cui ruota la nostra nuova campagna sono autodeterminazione, libertà e scienza», spiega Cinzia Visciano, responsabile nazionale dei circoli territoriali dell'associazione. «Per questo abbiamo chiesto ad Alice di esserne il volto: perché il suo sguardo e le parole da lei scelte per raccontare la propria esperienza di aborto medico testimoniano proprio tutto ciò: la capacità di ogni donna di scegliere per se stessa, l’irrinunciabilità di decidere del proprio corpo e della propria vita, l’importanza della ricerca scientifica in materia di salute sessuale e riproduttiva».

«Anche in Friuli Venezia Giulia, diverse prese di posizione di esponenti politici locali, referenti di componenti clericali della società, ci indicano che il diritto all’aborto sicuro è sotto attacco. Con questa campagna vogliamo riaffermare con forza il diritto di tutte le donne ad un aborto libero, gratuito e sicuro» dichiara Luciano Bellomo, coordinatore dei circoli Uaar della regione.

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