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Femminicidio a Roveredo, donna accoltellata. Avvocatessa rinuncia alla sua difesa

Dopo i fendenti al collo, Giuseppe Mario Forciniti si è presentato in Questura con le mani sporche di sangue. Morta la compagna, Aurelia Laurenti, madre dei loro 2 figli. La legale scelta inizialmente dall'uomo rinunciato all'incarico

Un femminicidio si è consumato tragicamente nella Giornata internazionale della violenza contro la donna. Poco prima dell’una di notte, a Roveredo in Piano, in provincia di Pordenone, Aurelia Laurenti di 34anni è stata uccisa dal compagno con numerose coltellate inferte al collo.

L'uomo, Giuseppe Mario Forciniti di 33 anni, subito dopo si è recato in Questura con le mani ancora sporche di sangue riferendo di aver avuto una colluttazione con un ladro sorpreso in casa. Immediatamente gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico - Squadra Volante e della Squadra Mobile della Questura si sono recati nell'abitazione dove rinvenivano la giovane donna ormai, purtroppo, priva di vita, distesa su un fianco in camera da letto.

Sulla scena del crimine si è recato il Pubblico Ministero di turno e all'esito dei primi accertamenti l'uomo è stato tratto in arresto per omicidio volontario pluriaggravato. Posta sotto sequestro l’abitazione dei due dove si è tenuto un ulteriore sopralluogo degli inquirenti con l’intervento degli esperti dell’ERT (Esperti Ricerca Tracce) dell’Unità Analisi Crimine Violento del Gabinetto Interprovinciale della Polizia Scientifica di Padova.

Forciniti è un dipendente dell'Azienda sanitaria Friuli Occidentale: dopo un periodo come infermiere in una casa di riposo, da alcuni mesi aveva preso servizio nel reparto di Ortopedia del Santa Maria degli Angeli di Pordenone. Viene descritto come un operatore zelante e scrupoloso. Insieme alla compagna erano genitori di due figli in tenera età. 

Nel corso della mattinata l'avvocatessa Rossana Rovere, ex presidente dell'Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone, indicata dal presunto omicida come proprio difensore, appena informata dalla Questura, ha preferito rinunciare all'incarico. "Non sono serena, non posso accettare l'incarico - ha fatto sapere Rovere all'Ansa - l'indagato mi conosceva e ha indicato me quando gli è stato chiesto chi dovesse patrocinare la sua difesa, ma non posso accettare l'incarico. In questi minuti si sta procedendo a indicare l'avvocato d'ufficio: io non posso assumere le difese di quest'uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne". 

Assistito dall'avvocato Ernesto De Toni, del foro di Padova, il 33enne è stato quindi interrogato dal P.M. dott. Facchin, al fine di meglio delineare il contesto ed il movente del femminicidio. Questa la versione dei fatti di quanto avvenuto attraverso le dichiarazioni di Forciniti: "Sono stato aggredito fisicamente dalla mia compagna mentre ci trovavamo in camera da letto. E' anche comparso un coltello, con cui ha cercato di colpirmi. Ne è nata una colluttazione, durante la quale ho afferrato l'arma e l'ho colpita una sola volta, al collo. Lei è caduta a terra e io sono uscito dalla stanza in stato di choc".

Il faccia a faccia - fa sapere l'Ansa - è stato caratterizzato da numerose pause per i pianti e la disperazione dell'uomo. Secondo quanto avrebbe detto a inquirenti e investigatori, i rapporti con la compagna erano diventati burrascosi e c'erano liti.

Il dolore della comunità e della politica

"E' stato davvero un brutto risveglio quello di oggi, con la notizia dell'uccisione da parte di un uomo della propria compagna, proprio a ridosso del 25 novembre”. Questo il commento dell’assessore comunale di Pordenone alle Pari opportunità Guglielmina Cucci. “Questo ci ricorda – prosegue - che nella nostra società circola ancora con vigore il virus della violenza maschile sulle donne, ed è contagioso. Ogni uccisione manda un segnale agli altri uomini che questo è un modo possibile di agire. Non ci interessa se poi si costituiscono, non ci interessa il movente. Si tratta di un delitto generato dalla volontà dell'assassino di uccidere, per il quale non esiste giustificazione, né circostanza alcuna. Oggi una giovane donna non c'è più e due bambini sono orfani" conclude Cucci.

"Provo profondo dolore, tanta tristezza e amarezza per quanto è accaduto. Il mio pensiero va alla giovane madre vittima e ai suoi due figli cui non potrà più fare le coccole e le carezze che si aspettano. Penso anche ai familiari e alla comunità di Roveredo". Lo ha detto all'ANSA il Questore di Pordenone, Marco Odorisio, commentando la tragedia avvenuta la notte scorsa. Il Questore ha ricordato di essersi "trovato più volte di fronte a queste orrende situazioni". Ogni volta, ha specificato, "speravo che fosse l'ultima". Il fenomeno "è una piaga sociale: c'è il massimo impegno da parte di tutti ma ancora non è sufficiente, deve essere maggiore perché lo si possa sconfiggere", ha concluso Odorisio. 

Esprimo dolore e sconcerto per la tragedia che ha sconvolto le comunità pordenonesi di San Quirino e Roveredo in Piano, dove una giovane donna stanotte è morta per mano del proprio compagno di vita, lasciando due figli in tenera età”. Lo scrive in un post su Facebook il deputato del Movimento 5 Stelle Luca Sut. “Le mie più sincere e costernate condoglianze alla famiglia di Aurelia Laurenti – aggiunge - a cui vorrei far giungere la mia vicinanza umana e politica. Solo ieri abbiamo ricordato la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e, stamattina, ci svegliamo con una notizia così terribile che scuote il mio territorio e l’Italia intera, dopo i femminicidi già avvenuti nelle ultime ore in Veneto e Calabria. Oggi è un giorno triste per tutti – conclude Sut - in Italia la violenza contro le donne si conferma essere una piaga aperta".

"Davvero basta a qualunque sottovalutazione o distorsione di questo reato - afferma la senatrice Tatjana Rojc . Questo omicidio, di poco successivo ad altro analogo nel vicino Veneto, mostra che la violenza anche estrema degli uomini sulle donne, sulle loro mogli e compagne, è un fenomeno reale e una emergenza sociale. Non è sufficiente piangere le vittime e quel che resta delle loro famiglie".
, "bisogna essere consapevoli che i nostri piccoli paesi non sono immuni da questo tipo di tragedie, non sono fenomeni che riguardano le metropoli, le loro periferie o ambienti socialmente o economicamente degradati. Come roveredano ed ex sindaco di questa comunità, i miei sentimenti di vicinanza e di sentite condoglianze alla famiglia della vittima e l'augurio che le Istituzioni e tutte le famiglie coinvolte si stringano per dare il massimo sostegno e conforto ai due figli". 

"La notizia che giunge oggi da Roveredo in Piano, di un altro omicidio domestico è agghiacciante", commenta il Consigliere regionale Furio Honsell"La gravità della situazione è ulteriormente preoccupante in questo periodo nel quale il confinamento obbligatorio dovuto alle misure antivirus porta a meno denunce ma ad un numero maggiore di segnalazioni ai numeri telefonici antiviolenza. Sento quindi di fare un appello ai media e a coloro che si occupano di comunicazione per uno sforzo straordinario volto non solamente a condannare questi episodi tremendi, ma a sottolineare periodicamente tutte le misure preventive di contrasto alla violenza e di early warning. Inoltre va posta un'attenzione speciale a messaggi, spesso impliciti, che un certo tipo di comunicazione trasmette e che vede la donna come un oggetto da possedere nel rapporto di coppia, invece che un altro essere umano."

“Purtroppo anche stavolta, nel caso del femminicidio di Roveredo in Piano, siamo arrivati tutti in ritardo. Questo ennesimo, agghiacciante episodio testimonia come sulla violenza contro le donne si debba tenere alta l’attenzione tutto l’anno, non soltanto il 25 novembre o l’8 marzo”. Lo afferma la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia), aggiungendo: “Contro questo orribile fenomeno abbiamo le armi della cultura e dell’educazione, ma è nostro dovere, come rappresentanti delle istituzioni, continuare a occuparcene anche dal punto di vista normativo, da una parte con leggi che comportino pene adeguate e sicure contro ogni forma di violenza, dall’altro con misure di sostegno per le donne, anche prima che diventino vittime o potenziali tali”. 


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