Addio a Cesare Romiti, ecco la lettera che lo fece innamorare del Friuli

A svelarla è stata la sua grande amica Giannola Nonino che lo portò a Percoto per la prima volta nel 1998
Alessandra Salvatori
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Il manager e l’amministratore delegato lo conoscevano in tanti. In fondo da dirigente ha segnato la storia della Fiat ed è stato protagonista di una lunga stagione dell’industria e più in generale della storia del Bel Paese. Ma il Cesare Romiti uomo, beh, quello non era noto ai più. E proprio i suoi viaggi in Friuli, in particolare la sua partecipazione al Premio Nonino, sono stati un’occasione preziosa per conoscere la persona che era, il suo animo. “Quando veniva qui – racconta a Telefriuli la famiglia Nonino, organizzatrice dell’evento di Percoto – si raccontava come difficilmente faceva in altri contesti”.

Il ricordo di Cesare Romiti, nel giorno della sua scomparsa, a 97 anni, è affidato a Giannola Nonino. “Era una persona normale, semplice, ma insieme eccezionale e dai grandi valori, a partire dalla famiglia”.

Giannola condivide con Telefriuli la lettera ricevuta da Romiti, datata 11 dicembre 1987. “La scrisse di suo pugno – racconta – dopo aver letto su L’Espresso una mia intervista”. Fece riferimento al Premio Nonino, evidenziando come la cerimonia di conferimento fosse anche un’occasione di profondo divertimento. “Dato che io ho poche occasioni di divertirmi – scrisse – si ricordi di invitarmi!”. Così fu e a partire dal 1988 Romiti partecipò ad ogni edizione del premio. Mancò una volta per problemi familiari. Poi dal 2018 non è più riuscito ad essere presente.

All’amicizia, profonda, con la famiglia Nonino, si è aggiunta quella – alimentata proprio dai ritrovi a Percoto e in Friuli, con Claudio Magris, Ermanno Olmi e Ottavio Missoni.

“Ho parlato con Cesare di persona due mesi fa – racconta ancora a Telefriuli Giannola. Ci eravamo ripromessi di andare insieme a trovare la vedova di Olmi, Loredana. Purtroppo non c’è stata l’occasione di farlo insieme”.

Tra i tanti ricordi, quello di una visita inaspettata in regione di Romiti. “Ero stata intervistata da Lucia Annunziata – racconta Giannola – perché in qualità di unica donna Cavaliere del Lavoro avevo sottoscritto un documento di sostegno a Romiti, durante una vicenda giudiziaria che lo coinvolse. Feci l’intervista alla sede Rai di Trieste. Mi accompagnò mio marito Benito. Andammo a mangiare qualcosa in zona e mi arrivò la telefonata di Cesare, commosso per il mio intervento in tv. ‘Aspettatemi lì’ disse”. Prese l’aereo e un’ora e mezza dopo era con loro.

Eccolo qui, nel maggio 2012 a Udine, per la presentazione del suo libro Storia segreta del capitalismo italiano. Accanto a lui gli amici Ermanno Olmi e Claudio Magris. A moderare il giornalista Giulio Giustiniani.

Parlò tra l’altro di ricostruzione dell’Italia. Partì da un concetto: “Il declino è iniziato quando i soldi sono diventati il fine”.

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