Albero tenta di disarcionare Vittorio Emanuele II, la statua sempre più nell’oblio

Il vituperato monumento bronzeo del 1883 , già punito a furor di popolo nel 1946 con il suo spostamento all'interno dei giardini Ricasoli, ora deve fare i conti anche con la natura
Giancarlo Virgilio

Lotta costantemente contro le fronde di una pianta. A Udine non c’è pace per Vittorio Emanuele II di Savoia, l’ultimo sovrano di Sardegna nonché primo re d’Italia.

La scultura equestre, realizzata in bronzo nel 1882 per onorare il ‘Re Galantuomo’, il monarca che riuscì ad unificare la penisola italica, da mesi è minacciata dalle fronde di un ‘Cercis Canadensis’ in crescita. I rami dell’albero di Giuda hanno infatti quasi raggiunto il suo volto, dando quasi l’impressione di volerlo disarcionare dal cavallo in sella al quale è stato raffiguato dallo scultore Luigi Crippa.

Non bastava essere stato declassato e posizionato in un giardino più marginale e poco frequentato, ora anche la natura sembra voler contribuire a gettare nell’oblio il ricordo di una figura che molti storici e targhe solenni indicano come un ‘Padre della Patria’.

Nel 1947 l’opera fu spostata a furor di popolo al centro del Giardino Ricasoli. Il trasloco fu dettato non tanto per la sopraggiunta nascita della Repubblica, quanto perché il monumento bronzeo era considerato troppo piccolo per poter rimanere al centro del terrapieno dell’antica piazza Contarena (all’epoca piazza Vittorio Emanuele), circondato da palazzi e statue in marmo di proporzioni più considerevoli.

Da anni si parla di un ricollocamento del discusso monumento. Un dibattito che nel 2016 portò anche il compianto consigliere e architetto Adalberto Burelli a suggerire un suo riposizionamento in piazza XX Settembre. La proposta cadde nel nulla, come anche non ebbe sorte migliore la proposta lanciata dal sindaco Fontanini nel 2018, quando ipotizzò un referendum per valutare un possibile trasferimento dell’opera. 

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