Anche a Trieste celebrata la Liberazione dall’occupazione jugoslava

Fedriga: "Data importante nel calendario del Fvg"
Redazione

“Il 12 giugno è una data importante nel calendario del Friuli Venezia Giulia: proprio in quella tarda primavera del 1945, la nostra comunità ha infatti potuto intraprendere quel percorso di liberazione che, a meno di dieci anni di distanza, sarebbe pienamente giunto a compimento”. Lo ha affermato il governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, a margine della cerimonia per la “Giornata della Liberazione della Città di Trieste dall’occupazione jugoslava”, tenutasi stamane a Trieste con un solenne alzabandiera in piazza Unità d’Italia.

Fedriga ha sottolineato inoltre l’ampia partecipazione di autorità e cittadini “a testimonianza dell’alto valore simbolico che tale ricorrenza conserva ancora oggi nei cuori delle istituzioni e delle persone”. Anche a Monfalcone e a Gorizia si è celebrata la giornata che ricorda la liberazione della città dall’occupazione jugoslava. In rappresentanza della giunta regionale nella città dei cantieri ha partecipato alla cerimonia l’assessore Sebastiano Callari.

Sconcerto da parte di rifondazione Comunista

La celebrazione del 12 giugno, tenutasi in mattinata a Trieste, Gorizia e Monfalcone, non trova il consenso di Rifondazione Comunista. “Siamo sconcertati da tanta approssimazione- premette Roberto Criscitiello segretario regionale del partito -. Ribadiamo una lettura della storia che vede nell’aggressione nazifascista a Paesi liberi la causa di ogni violenza e crimine, all’interno di un conflitto mondiale che ha fatto contare sessanta milioni di morti. L’armata jugoslava faceva parte dello schieramento delle truppe alleate, riconosciuta dalle maggiori democrazie del tempo, e ha contribuito a mettere fine all’orrore nazifascista, dopo una guerra di Liberazione del proprio territorio occupato e martoriato dalle truppe di occupazione italiane e tedesche”.

“Le amministrazioni di estrema destra delle nostre città si stanno impegnando in una guerra delle date che sarebbe ridicola se non fosse tragica – prosegue il segretario -, contrapponendo il 12 giugno al 25 aprile, così come il 10 febbraio al 27 gennaio. Apprezziamo quanto affermato da Patrick Karlsen che, “da cittadino e non da storico”, rileva “un tentativo di contrapporre la presunta liberazione dall’occupazione jugoslava alla liberazione nazionale. Una scelta che non condivido e respingo con nettezza”. A questo punto quale sarà la prossima proposta? – si domanda sarcasticamente Criscitiello – Attendiamo con ansia la celebrazione dell’ingresso a Trieste delle truppe naziste, oppure una festa del collaborazionismo”.

 

 

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