Andy Warhol in mostra nel suggestivo borgo marinaro

Il genio della Pop Art colora il litorale della costa del Friuli Venezia Giulia
Redazione

Un suggestivo borgo marinaro, un perfetto progetto di riqualificazione urbana che coniuga sostenibilità ambientale e avanguardia, un’oasi paesaggistica in cui architettura, tecnologia e benessere si fondono insieme, questa, la cornice che accoglie l’esplosione dei colori Pop di Andy Warhol. Il genio della Pop Art colora il litorale della costa del Friuli Venezia Giulia, nell’incantevole area della Riserva Naturale delle Falesie di Duino, a Portopiccolo, nella Baia di Sistiana, a pochi chilometri di distanza dall’incantevole Trieste. Una mostra suggestiva ed emozionante che propone circa 60 opere del maestro americano che raccontano le sue vicende artistiche e personali.

Orari 

Fino al 22 settembre: Dal lunedì a venerì 16-19. Sabato e domenica 10-13.00 e 16-20. Martedì chiuso. 

Le celebri Marilyn Monroe e Isabelle Adjani

Il Loft espositivo, situato tra i vicoli di Portopiccolo, accoglie i volti noti delle icone degli anni Sessanta come le celebri Marilyn Monroe e Isabelle Adjani, i cimeli della storia del rock americano e le icone dissacranti del consumismo di quegli anni come la serie completa delle Campbell’s Soup. Opere che rivelano l’artista a tutto tondo, offrendo una panoramica completa sulla personalità camaleontica e poliedrica di Andy Warhol: da una parte il suo volto più famoso, quello dissacrante e irrisorio, il provocatore per eccellenza della borghesia, l’acerrimo nemico del consumismo americano, il volto noto dei locali più in voga della vita notturna di Manhattan, l’uomo che si circondava di vizi e di piaceri consumati all’interno di circoli privati e capofila di feste all’insegna del lusso, della trasgressione e dell’opulenza newyorkese.

Uno spaccato di vita meno conosciuto

Dall’altra parte, quelle stesse opere offrono uno spaccato di vita meno conosciuto, quello celato e nascosto a tutti se non alla famiglia e ai pochi amici; opere che allo stesso tempo raccontano le fragilità e le debolezze di un uomo profondamente devoto e dedito alla fede, alla spiritualità, alla preghiera e alla beneficenza. 

Un’importante storia espositiva alle spalle

Un progetto di mostra pubblica con un’importante storia espositiva alle spalle; i capolavori di Andy Warhol sono stati esposti in luoghi d’arte e location d’eccezione: nella primavera del 2016 sono state accolte all’interno delle suggestive mura viscontee del Castello di Pagazzano (Bg); nella primavera del 2017 nelle sale del Castello Ursino a Catania, per giungere l’estate dello stesso anno a Porto Cervo, Costa Smeralda, sollevando la curiosità di visitatori e dalla critica nazionale. 

Andy Warhol ha cambiato radicalmente la storia dell’arte

Andy Warhol ha cambiato radicalmente la storia dell’arte, ha stravolto il concetto canonico di arte che vigeva fino a quel momento e ha portato all’interno delle gallerie e dei musei i prodotti del consumismo popolare. La sua Popular Art è un’arte popolare e democratica, un’arte totalmente rivoluzionaria, un’arte al servizio del popolo e della massificazione, un’arte che dev’essere “consumata” così come qualsiasi altro prodotto commerciale; un’arte quindi che fa vestire i panni del fruitore a un’icona come Marilyn Monroe così come a una comune famiglia americana, un’arte che pone tutti sullo stesso piano, ripetitiva e seriale, destinata a diventare rivoluzionaria e riconoscibile in tutto il mondo.

Dieci Campbell’s Soup firmate in originale

Simbolo di questa rivoluzionaria teoria, in mostra, la serie completa delle 10 Campbell’s Soup firmate in originale, esempio di come un mero prodotto del consumo di massa sia diventato un simbolo di arte pop universalmente riconosciuto: dagli scaffali del supermercato alle sale delle gallerie d’arte più importanti al mondo.

Nel panorama pop newyorkese, si dedica alla pittura e parallelamente utilizza il cinema e il mondo della televisione come campi di sperimentazione alternativi, creando immagini ispirate alla pubblicità e ai fumetti, riproducendo gli oggetti della cultura di massa, che in quegli anni dominavano i principali canali dei media americani; si rende conto presto che nel vasto mondo dei nuovi media vi era la chiave del successo e della riconoscibilità.

La riproduzione delle immagini fabbricate dai mezzi di comunicazione sono alla base dell’interesse estetico di Warhol, un interesse costante che oscilla tra il desiderio di glorificazione e quello di demistificazione del soggetto proposto.

Egli “moltiplica” la società del consumo ponendola davanti a mille specchi, rendendo ciò che ci è riflesso ancora più vuoto, sottolineando inevitabilmente l’inconsistenza dell’originale, trasformando così la realtà in una realtà mediata. Il tema del vuoto e dell’inconsistenza si accentua negli anni Settanta, momento in cui concentra la sua attenzione principalmente sul tema della caducità della vita umana, vana e superflua.

Persino i ritratti e i volti iconici delle star, a prima vista privi di qualsiasi allusione o peculiarità religiosa, ci rimandano con i loro fondi oro, con i colori accesi e brillanti – come nelle serigrafie di Marilyn Monroe – alle icone tardo-ortodosse così care a Warhol fin dall’infanzia.

Il volto iconico di Marilyn Monroe

In questa esposizione proprio il volto iconico di Marilyn Monroe viene proposto nelle molteplici serie che hanno caratterizzato la produzione di Warhol, dalla più ricercata This is not by me alla Marilyn Lousiana, alla più famosa Marilyn Castelli, usata dal celebre gallerista Leo Castelli come immagine pubblicitaria nelle più famose personali di New York; un volto che ha fatto la storia del cinema americano e la cui fama Andy Warhol ha senz’altro contribuito ad accrescere, facendolo diventare il simbolo universalmente riconosciuto della Pop Art. Un volto che si è tinto di mille colori grazie all’impianto serigrafico, un volto criptico ed enigmatico, che mostra allo stesso tempo la bellezza eterna dell’attrice americana ma che cela un’espressione malinconica, simbolo e presagio della sua precoce morte.

Capolavori di un’arte immediata al servizio del popolo, ma che dietro la loro apparente semplicità nascondono un universo Warhol conosciuto a pochi; qui l’occasione per esplorarlo e cogliere, grazie all’importanza dei pezzi presenti, la genialità del maestro americano in una location d’eccezione, Portopiccolo tra le Falesie di Duino, nel crocevia di cultura e tradizioni, che rievocano la forza del vivere Mitteleuropeo.

Il Loft di Portopiccolo, che richiama gli spazi espositivi di New York è il luogo ideale, per accogliere l’arte del maestro della Pop Art americana, nato a Pittsburgh, ma che affonda le sue radici nelle tradizioni ortodosse della famiglia emigrata dalla Slovacchia orientale. Una cornice artistica che si sposa perfettamente con il significato intimo e profondo della sua produzione.

Dall’iconostasi alla serialità dei media americani il passo è breve, Andy Warhol rappresenta un perfetto connubio di tradizioni e contemporaneità.

Gli anni Ottanta, fino alla sua morte avvenuta nel 1987 per un intervento chirurgico, sono caratterizzati dall’insistenza di Warhol su L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci (The Last Supper), si tratta di uno dei pezzi più importanti presenti nell’esposizione che rappresenta perfettamente la genialità dell’artista, una sintesi perfetta di sacro e profano, un’inedita Ultima Cena pop, riletta in maniera modernissima sul piano dell’arte, ma colta nei suoi valori e significati religiosi.

Warhol artista e Warhol uomo

Warhol artista e Warhol uomo, quasi presagi dell’imminente fine, trovano nelle tante rielaborazioni di questo soggetto una perfetta unione di arte e religiosità.

A conferire ulteriore prestigio alla mostra sono presenti alcuni tra i più importanti pezzi unici del maestro americano: Sant’Apollonia, il ritratto di Franz Beckenbauer e il ritratto di Julian Schnabel. Sant’Apollonia rappresenta quel legame fondamentale che caratterizza l’artista, sempre in bilico tra il sacro e il profano.

La storia del crudele martirio della vergine Apollonia avvenuto ad Alessandria d’Egitto intorno al 249 ha colpito l’immaginario degli artisti, oltre che dei fedeli, di ogni epoca. Apollonia, vergine cristiana, venne accerchiata dai pagani che la colpirono alle mascelle sino a farle saltare via i denti.

Andy Warhol, ispirandosi al capolavoro di Piero della Francesca, realizza nel 1984 una serie di opere su carta interamente dedicate alla santa, rappresentata con in mano le tenaglie, simbolo del martirio.

Un percorso allestitivo completo dunque, che offre al fruitore la possibilità di osservare i mille volti di Andy Warhol, di cogliere i significati più profondi della sua produzione artistica e che consente di ammirare i capolavori che hanno fatto la storia della Pop Art americana. Warhol uomo e Warhol artista sono qui perfettamente rappresentati da 60 capolavori conosciuti in tutto il mondo e che lo hanno reso uno degli gli artisti più importanti e rivoluzionari dell’arte del Novecento.

In occasione di questo importante evento culturale è stato edito un catalogo da Skira, in cui sono state pubblicate tutte le opere che saranno in esposizione e che appartengono alla Fondazione Mazzoleni. 

FOTO:Fondazione Mazzoleni ANDY WARHOL ALTA by Andrea Santorum

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