Anticipo ai risparmiatori traditi, salta tutto

Sulla misura si sono espresse negativamente le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio
Alessandra Salvatori
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Dopo il colpo di scena, la doccia fredda. E’ un copione purtroppo ormai noto ai risparmiatori traditi dalle banche. Solo ieri era arrivata la notizia di un anticipo sull’indennizzo, oggi è giunta la smentita. La Presidenza delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio, al lavoro sul decreto milleproroghe, ha infatti dichiarato inammissibile l’emendamento dei relatori che avrebbe introdotto la possibilità di un anticipo del 40% dell’indennizzo per azionisti, risparmiatori e obbligazionisti truffati dalle banche in crisi.

“L’emendamento volto ad anticipare il 40% del 30% dell’indennizzo presentato ieri dal Movimento 5 Stelle, oltre ad essere ininfluente avrebbe anche potuto comportare un ritardo nell’erogazione degli indennizzi in quanto avrebbe complicato la procedura – commenta Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi-. Avrebbe creato discriminazione tra chi ha già potuto presentare la domanda di indennizzo, essendo stato tra i fortunati ad aver ricevuto la documentazione da Intesa, e chi invece si trova a combattere ancora per avere i documenti necessari dalla banca. E poi – prosegue Puschiasis – ci saremmo potuti trovare anche nell’assurda ipotesi di veder corrisposto l’anticipo a posizioni che invece non avrebbero diritto all’indennizzo, a causa di una valutazione sommaria proposta nell’emendamento, con l’effetto poi di vedere il Ministero richiedere i soldi indietro in questi casi. Quindi bene la bocciatura! Quello invece che chiediamo – conclude la presidente di Consumatori Attivi – è un emendamento che possa far sì che chi si sottopone ad arbitrato possa ottenere il 100% di rimborso, visto che il fondo, in rapporto al numero di domande che si stanno presentando, è più che capiente!”.

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