Arrivati i primi responsi per il 2023. In migliaia ai falò epifanici di Lignano e Pieris

Accesi ieri pomeriggio i primi fuochi epifanici del Friuli Venezia Giulia. Il rituale millenario, che simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio e le cui origini si perdono oltre la not...
Redazione

Accesi ieri pomeriggio i primi fuochi epifanici del Friuli Venezia Giulia. Il rituale millenario, che simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio e le cui origini si perdono oltre la notte dei tempi, coinvolge tutti i 215 comuni della regione ed è così tanto sentito che spesso viene organizzato anche nelle più piccole frazioni e località, dalla Destra Tagliamento alla Bassa Friulana, dall’ Isontino alla Carnia.

Tra i più grandi falò accesi giovedì sera senza dubbio troviamo la foghera di Lignano Sabbiadoro, allestita sulla spiaggia in prossimità di Terrazza a mare. Qui, davanti a migliaia di spettatori, è stata una Befana, arrivata sull’arenile in barca, a far divampare le fiamme e a dare fuoco all’immenso covone preparato con cura dagli alpini e dalla Pro loco locale. Le scintille sono volate verso nord indicando un anno incerto. Auspici più ottimisti, invece, dalla seima de la Barca di Pieris. La grande pira ha predetto un anno di buone speranze e si è confermata uno degli appuntamenti più amati della Bisiacaria, anche grazie alla raccolta fondi destinata alla associazione per malati oncologici Spyraglio di Monfalcone suo scopo benefico.

250 i litri di vin brulé bevuti, 45 i chili di risotto con il cotechino mangiati.

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