Asse Friuli-Tirana: sgominata banda specializzata nel falso trading online

Una mega operazione ha portato a 14 misure cautelari. 42mila le intercettazioni telefoniche effettuate
Daniele Micheluz
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Quattordici ordinanze di custodia cautelare, di cui 9 in carcere e 5 ai domiciliari, oltre a 48 denunce tutte a carico di cittadini albanesi. E’ l’esito di un’operazione congiunta che ha smantellato un’organizzazione transnazionale dedita alla truffa finanziaria del falso trading on-line. Le indagini, affidate alla Polizia di Stato, sono state coordinate dalla Procura di Pordenone e la Procura Speciale Contro la Corruzione ed il Crimine Organizzato di Tirana. Le indagini hanno avuto inizio a seguito di una denuncia arrivata alla Polizia Postale di Pordenone. Nel corso di più di 42.000 telefonate effettuate dal call center e intercettate dagli investigatori italiani, è emerso uno schema di frode particolarmente complesso, nel quale le vittime, contattate telefonicamente, venivano convinte dai truffatori ad investire cifre dapprima molto basse (circa 250 euro in Azioni Amazon), che però generavano apparenti rendimenti stratosferici. Alcune vittime hanno visto triplicarsi il patrimonio investito nel giro di pochi giorni, visualizzando i rendimenti attraverso la consultazione di piattaforme di trading false e configurate ad hoc dal sodalizio per rendere più credibile l’affare. Poi veniva proposta l’estensione dell’investimento in bitcoin chiedendo e ottenendo dalle vittime il versamento di migliaia di euro in conti stranieri. Ma i soldi poi sparivano nel nulla. In molti casi i truffatori avevano accesso da remoto ai pc delle vittime, riuscendo anche a carpire dati sensibili e fotografie, che usavano anche per minacciare i più restii a investire nuovo denaro Si stima che l’organizzazione abbia truffato diverse centinaia di cittadini italiani residenti in tutto il territorio nazionale per un ammontare superiore ai cinque milioni di euro.

Arresti perquisizioni e sequestri sono scattati in Albania. L’organizzazione illecita funzionava secondo un preciso ordine gerarchico: i vari operatori del call center, che avevano un vero e proprio stipendio e ricevevano dei bonus una volta conclusa la truffa, chi non concludeva i contratti veniva punito o sanzionato. Si stima che la movimentazione di denaro possa ammontare ad alcune decine di milioni di euro.

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