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Attacco in Congo, morto un carabiniere del 13° Reggimento "Friuli Venezia Giulia"

Si tratta di Vittorio Iacovacci. Aveva trent'anni e apparteneva al reparto che impiega diversi militari all'estero. Ucciso insieme a lui l'ambasciatore italiano Luca Attanasio

In Congo due italiani sono rimasti uccisi in seguito ad un attacco condotto da un commando terroristico munito di armi leggere che ha assaltato un convoglio Onu. A perdere la vita sono stati l'ambasciatore italiano Luca Attanasio (nella foto in alto) -che nel 2020 aveva ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace- e un carabiniere di 30 anni, Vittorio Iacovacci, appartenente al 13° Reggimento carabinieri "Friuli Venezia Giulia" di Gorizia, in servizio nel reparto isontino dal 2016. Deceduto, insieme a loro, anche l'autista che guidava il mezzo.

L'attacco è avvenuto intorno alle 10 (le 9 italiane) lungo il tragittto che separa Goma e Bukavu. Ancora in fase di ricostruzione la dinamica e il movente.

La notizia è stata comunque confermata dalla Farnesina. I due italiani stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della Monusco, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo. L'ambasciatore è stato colpito da spari durante l'attacco al convoglio Onu con il quale viaggiava ed è morto "in seguito alle ferite riportate", riferisce all'AFP un diplomatico di alto rango a Kinshasa. L'attacco era un 'tentativo di rapimento', rivelano i ranger del Parco nazionale dei Virunga, citati da vari media tra cui il Jerusalem Post.

La Procura di Roma ora indaga per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I magistrati capitolini, competenti per reati commessi all'estero e che hanno come vittime cittadini italiani, hanno aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte in Congo dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Il procedimento è coordinato dal procuratore Michele Prestipino, lo stesso magistrato che ha condotto l’inchiesta sull’uccisione al Cairo di Giulio Regeni. I magistrati romani hanno delegato le indagini ai carabinieri del Ros.

Chi era Vittorio Iacovacci

Difficile uscire da un'imboscata come quella avvenuta in Congo che ha tolto la vita all'ambasciatore Attanasio e al Carabiniere Vittorio lacovacci. Proprio lacovacci, proveniente da un reparto d'elite dell'Arma dei Carabinieri, conosceva bene le tecniche e le tattiche da adottare anche in scenari avversi come quelli in cui operava.

Iacovacci era originario di Sonnino, in provincia di Latina. Aveva prestato servizio anche alla Folgore. Dopo la scuola allievi di Iglesias, in Sardegna, dopo aver provato anche il percorso al GIS ottenendo brillanti risultati, nel 2016 è avvenuto il trasferimento al Reggimento di Gorizia, nel nucleo d'elite pecializzato per formare i militari per le missioni all'estero e che già in passato aveva pagato un prezzo altissimo, durante l'attentato di Nassiriya o gli attentati in Afghanistan, ad opera dei talebani. Era stato inviato lo scorso settembre in Congo, in un contesto difficilissimo come quello di Kinshasa, territorio dilaniato dagli attacchi terroristici e dalle bande armate,  dove avrebbe fatto parte, sino ad oggi, del team di close protection insieme ad altri operatori del XIII. A breve avrebbe concluso la sua missione nel paese africano e sarebbe rientrato in Italia. Viveva in caserma e aveva una fidanzata. 

Lascia un vuoto nella comunità militare e in quella della sua cittadina, dove lo ricordano con affetto e ammirazione e dove, il giorno dei funerali, sarà proclamato lutto cittadino. 

Le indagini

La Procura di Roma ora indaga per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I magistrati capitolini, competenti per reati commessi all'estero e che hanno come vittime cittadini italiani, hanno aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte in Congo dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Il procedimento è coordinato dal procuratore Michele Prestipino, lo stesso magistrato che ha condotto l’inchiesta sull’uccisione al Cairo di Giulio Regeni. I magistrati romani hanno delegato le indagini ai carabinieri del Ros.

Il cordoglio

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio del Governo e suo per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo e del Carabiniere Vittorio Iacovacci che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma. Il Presidente del Consiglio e il Governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri.
"Profondo dolore per la tragedia che si è consumata in Congo. Ancora una volta la nostra città si trova a piangere il sacrificio di chi è andato nel mondo a portare la pace. Un grande abbraccio da tutta la città alla famiglia e a tutte le donne e gli uomini dell'Arma dei carabinieri". Questo il pensiero del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna. 
"Un gravissimo attacco contro persone che operano nel mondo in favore della pace. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci che faceva
parte del 13° Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia di stanza a Gorizia. Tutta la nostra comunità piange oggi i due italiani rimasti uccisi durante un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nell'est del Congo".
 Queste le parole di cordoglio espresse dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla notizia del grave fatto di sangue.

“Sgomento e angoscia per le terribili notizie provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, dove l’ambasciatore italiano Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci che prestava servizio nel reggimento Carabinieri 'Friuli Venezia Giulia’ con sede a Gorizia hanno perso la vita mentre servivano il nostro Paese, in un attacco al convoglio della missione internazionale World Food Programme dell'Onu. Esprimiamo vicinanza e cordoglio ai famigliari delle vittime, al corpo diplomatico e all’Arma dei carabinieri e auspichiamo che su questi tragici fatti venga fatta massima chiarezza”. Così in una nota l’europarlamentare e coordinatore regionale della Lega FVG Marco Dreosto.

"Una notizia terribile - scrive Matteo Salvini -. Il cordoglio mio e della Lega ai famigliari dell'ambasciatore Luca Attanasio, che lascia una moglie e tre bimbe piccole, e al carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci, due nostri connazionali caduti mentre onoravano il nome dell'Italia nella Repubblica Democratica del Congo. La mia vicinanza all'intero corpo diplomatico italiano e all'Arma dei Carabinieri".

“Oggi è giorno di lutto per il barbaro assassinio dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, due giovani servitori dello Stato strappati alle famiglie, cui ci stringiamo con affetto e cordoglio. Ancora troppo poco nota e apprezzata è l’opera di pace che i nostri diplomatici e i nostri militari compiono in nome dell'Italia in Paesi lontani e difficili, dove fare il proprio dovere significa mettere sul serio a rischio la vita. Esprimiamo massima vicinanza al corpo diplomatico e ai commilitoni del 13 Reggimento ‘Friuli Venezia Giulia’ di stanza alla caserma ‘Cascino’ di Gorizia”. E’ il pensiero con cui le parlamentari dem Debora Serracchiani e Tatjana Rojc hanno accolto la notizia della morte dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, in un attacco contro un convoglio delle Nazioni Unite avvenuto oggi a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo).

“Il gruppo consiliare regionale di Forza Italia esprime profondo cordoglio e vicinanza ai familiari di Luca Attanasio, ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congoe di Vittorio Iacovacci, carabiniere del 13° reggimento Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia, vittime del vile attacco al convoglio delle Nazioni unite di questa mattina”. Lo affermano i consiglieri regionali Giuseppe Nicoli, Piero Mauro Zanin, Mara Piccin e Franco Mattiussi. “Due giovani vite sono state spezzate nell’adempimento del loro servizio per lo Stato, la pace e la cooperazione internazionale nel Paese africano – aggiungono i consiglieri -. In questo momento di lutto e straziante dolore, siamo vicini ai familiari, all’Arma dei carabinieri e alla diplomazia italiana”.  

"Profondo cordoglio del Gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia per la scomparsa dell'ambasciatore d'Italia in Congo, Luca Attanasio, e del carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, uccisi durante un attacco a Goma nello Stato africano". Lo rimarcano in una nota i consiglieri regionali del M5Saggiungendo che "è difficile trovare le parole in momenti come questo. Possiamo soltanto esprimere tutta la nostra vicinanza al Corpo diplomatico italiano, all'Arma dei Carabinieri e al 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia di Gorizia, dove prestava servizio Vittorio Iacovacci".

“Dolore e sgomento per l'uccisione dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, colpiti in un vile agguato mentre erano impegnati in un'opera di pace e stabilizzazione. Esprimiamo riconoscenza per il loro lavoro che onora l'Italia e diamo totale solidarietà alle famiglie, al corpo diplomatico e all'Arma dei Carabinieri. Assieme all'ambasciatore Attanasio, che ha incarnato nel modo più alto il senso della partecipazione italiana alla missione Onu, rivolgiamo un pensiero particolare ai militari del 13 Reggimento carabinieri ‘Friuli Venezia Giulia’ di stanza a Gorizia, colleghi dell’appuntato Iacovacci”. Così il capogruppo Pd nel Consiglio regionale del Fvg Diego Moretti, esprime a nome del gruppo il cordoglio per la morte dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi nella Repubblica Democratica del Congo.

"Sdegno e cordoglio per il vile attentato in Congo che è costato la vita all'ambasciatore italiano Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e al loro autista". Così si sono espressi - in una nota - i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia Claudio Giacomelli, Alessandro Basso e Leonardo Barberio. "Ci stringiamo commossi - dichiarano i tre rappresentanti di Fratelli d'Italia - intorno al dolore delle famiglie di questi servitori dello Stato che hanno dato la loro vita nell'adempimento del dovere. Il Governo deve attivarsi immediatamente per fare chiarezza sul gravissimo episodio e pretendere la massima severità da parte delle autorità congolesi". "Il personale diplomatico italiano e i militari di servizio alla loro scorta, rappresentano in tutto il mondo l'autorevolezza della Repubblica; nessuno può pensare di colpirli impunemente senza subire la ferma reazione dell'intera Nazione".

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