Aula dedicata a Lea Garofalo al Percoto di Udine

Il liceo linguistico ha avuto tra i suoi studenti proprio la figlia della calabrese, uccisa per essersi ribellata al compagno ‘ndranghetista
Redazione
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Da venerdì scorso, il Liceo Linguistico “Caterina Percoto” ha un’aula dedicata a una vittima innocente di mafia: Lea Garofalo. Si è infatti concluso la scorsa settimana un Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento con l’associazione ‘Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie’. E’ stata portata alla luce la storia di questa donna calabrese, uccisa per la sua ribellione dal compagno ‘ndranghetista, e di sua figlia Denise: nel loro girovagare per l’Italia sotto protezione sono passate anche per Udine e Denise ha frequentato il suo primo anno proprio nel Liceo Linguistico cittadino.

La prima parte del PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento a.s. 2022-23) ha visto il coinvolgimento di una ventina tra studentesse e studenti ed è stata dedicata alla ricerca e al reperimento di informazioni. Prima di tutto, Francesco Cautero, referente di Libera per la provincia di Udine, ha condotto una formazione generale sulle mafie. Quindi, con il coordinamento del prof. Simone Del Mondo (membro del presidio ‘Rita Atria’ degli insegnanti di Udine) ci si è concentrati sulla vicenda specifica e sono stati letti articoli, sono stati visti film, documentari, udienze, sono stati ascoltati podcast. Sono stati organizzati incontri on line e in presenza con Enza Rando (avvocata di Lea e di Denise, ex vicepresidente di Libera), con un un membro del Servizio di Protezione di Denise e Lea quando erano a Udine, con il Presidio ‘Lea Garofalo’ di Milano. Sono state intervistate alcune delle insegnanti di Denise e alcune sue compagne di classe.

La seconda parte del PCTO è stata quella più creativa: sono stati stesi tre testi per poter narrare la storia. Il primo racconta la storia di Lea in prima persona, il secondo la racconta dal punto di vista di Denise, il terzo si concentra sul capitolo udinese e assume il punto di vista di Erica, compagna di banco di Denise. Questi tre testi sono stati letti a due classi del Liceo Artistico ‘Giovanni Sello’, coinvolte dal prof. Massimo Marangone e della prof.ssa Maria Grosso (anche loro del presidio ‘Rita Atria’). L’incontro è stato emozionante perché si è svolto proprio nell’aula frequentata nel 2006-07 da Denise.

A studentesse e studenti del Sello è stato chiesto di progettare un intervento artistico all’interno di quell’aula sotto la supervisione della prof.ssa Elisabetta Novello. Dopo qualche mese, allieve e allievi del Pcto del Percoto si sono recati nei laboratori del Sello per visionare i progetti e scegliere quello da realizzare. Solo che i lavori erano troppo belli e così si è deciso di realizzarne tre! Si tratta di un’installazione in plexiglass posta fuori dall’aula, accanto alla porta d’ingresso, di un murales sulla parete accanto al banco di Denise e di un terzo intervento, da realizzarsi a breve, sul pilastro centrale dell’aula.

Un tema comune di molti lavori è stato quello floreale, sia per l’assonanza tra il cognome Garofalo e il fiore garofano, sia per il riferimento al cognome portato dalle due donne a Udine (Petalo), sia per il regalo fatto da Denise a due compagne al momento di andarsene (un fiore in metallo).

Venerdì 31 maggio 2024, dopo i saluti della Dirigente Gabriella Zanocco e della prof.ssa Rosella Zentilin, dopo le parole del Prefetto di Udine Dott. Domenico Lione e del Consigliere Comunale Andrea Di Lenardo, sono stati letti i tre testi preparati dal Liceo ‘Percoto’ e sono state presentate le opere del Liceo ‘Sello’ insieme ad un video che ha documentato tutto il lavoro. In mezzo, il prezioso intervento di Enza Rando che ha sottolineato sia l’importanza dell’atto ribelle, libero e coraggioso di Lea, fondamentale anche per altre donne che da lei hanno tratto la forza per fare altrettanto, sia la tenacia e le perseveranza di Denise durante il processo. Importante, per l’avvocata, è stato anche il suo incontro con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, incontro che l’ha segnata profondamente, incontro sì con il concetto di giustizia ma anche con quello di istruzione: “La mafia ha paura della cultura e della scuola che incuriosisce e che approfondisce, perché sa che forma persone capaci di dire dei sonori NO all’ingiustizia”.

Alla fine la Dirigente Zanocco ed Enza Rando hanno inaugurato le opere davanti ai volti emozionati dei presenti.

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