In costante aumento l’abbandono di gatti sul territorio regionale

La denuncia arriva dalle associazioni che si occupano di benessere felino: "La Regione - chiedono i volontari - legiferi per obbligare i proprietari a microchippare i mici"
Matteo Femia
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La piaga dell’abbandono di cuccioli e gatti adulti e di conseguenza del randagismo felino è sempre più diffusa in regione e a farne le spese sono gli stessi animali. Ad evidenziarlo sono i dati, di anno in anno sempre più allarmanti, forniti dall’associazione Zampette Cormonesi, che opera su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia per salvare i gatti abbandonati a sé stessi: nel 2023 infatti sono stati circa 650 i mici recuperati dal sodalizio, di cui 63 sono purtroppo deceduti, ma ben 336 hanno trovato una famiglia che ha dato loro una casa e tanto affetto. Dal 2020 sono stati circa 1700 invece i gatti che sono stati ritrovati in difficoltà su tutto il territorio regionale dall’associazione, di cui più della metà, 896, sono stati dati poi in adozione microchippati. “Sia noi che le altre associazioni – sottolinea il presidente di Zampette Cormonesi Stefano Zanuttin – vediamo numeri purtroppo in costante e preoccupante aumento negli anni per quanto riguarda i felini ritrovati in condizioni di difficoltà”. Per questi motivi l’associazione chiede da tempo una legge regionale che renda obbligatorio sterilizzare e microchippare i gatti per evitare sofferenze agli animali e sconfiggere così il randagismo.

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