Ben 22 viaggi illegali, ancora un arresto per favoreggiamento dell’immigrazione

Ancora un arresto per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina a Trieste, lungo la così detta rotta Balcanica che in queste ore è al centro del dibatti...
Redazione

Ancora un arresto per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a Trieste, lungo la così detta rotta Balcanica che in queste ore è al centro del dibattito politico nazionale e regionale, dopo la proposta del ministro degli Interni Matteo Salvini di porre un muro tra Italia e Slovenia e la ‘minaccia’ del presidente della Regione Massimiliano Fedriga di sospendere Schengen.
Questa mattina la Squadra Mobile di Trieste ha arrestato S.M., cittadino serbo domiciliato a Trieste di 34 anni, indagato con altri stranieri, prevalentemente kosovari (già deferiti alla Procura Distrettuale, per aver introdotto nel nostro Paese cittadini extracomunitari senza permessi.
Le indagini sono iniziate nel 2017, quando si è registrato un incremento delle richieste di protezione internazionale di cittadini di etnia kosovara, spesso accompagnati in Questura da connazionali già inseriti nel tessuto cittadino.
I numeri hanno fatto sorgere dei sospetti che sono stati avvalorati nel corso dei numerosi i servizi di osservazione e di pedinamento messi in atto sia nel centro cittadino, sia lungo la fascia confinaria. Fondamentale per ricostruire il traffico di esseri umani lungo la rotta Balcanica anche la collaborazione con la Polizia Slovena e con gli organi investigativi internazionali, grazie ai quali è stato possibile risalire alla rete di traffici con il Kosovo e ricostruire il traffico.
I migranti giungevano in Italia seguendo una rotta che dal Kosovo attraversa la Serbia, quindi la Croazia, fino al confine con la Slovenia. Una volta arrivati sul confine, gli stranieri venivano nascosti in prossimità di una galleria ferroviaria, da cui il nome dell’operazione ‘Gallery’.
Qui, spesso in condizioni climatiche avverse e sempre nascosti nel tunnel, i migranti restavano in attesa dell’organizzazione del viaggio finale verso Trieste, da dove ognuno poi proseguiva autonomamente per altre destinazioni in Italia o nel centro Europa.
Grazie alle conversazioni effettuate con il sistema di messaggistica Viber, trovate sui cellulari sequestrati ai passeur, la Questura di Trieste è riuscita a ricostruire 22 viaggi illegali.
Tra la fine del 2017 ed il 2018, sono stati arrestati in flagranza di reato sette cittadini kosovari nel corso di altrettante operazioni. Tutti trasportavano clandestini kosovari in Italia, o in Austria e Francia.

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