Botti al posto di esplosivi e munizioni. Vini in barriques nell’ex polveriera di Peteano

L’immenso ex deposito munizioni posizionato nel Monte di Mezzo sarà gestito per 30 anni dall’Azienda Agricola Kante
Redazione

“Mettete del vino nei vostri cannoni” si potrebbe dire parafrasando un celebre brano pacifista italiano scritto e cantato da I Giganti.

L’Agenzia del Demanio ha sottoscritto con l’Azienda Agricola Kante di Prepotto un contratto di concessione per 30 anni per la gestione e la riqualificazione dell’Ex deposito munizioni Monte di Mezzo a Peteano di Sagrado (Go) nell’ambito delle attività legate al progetto Valore Paese Italia, l’iniziativa promossa dall’Agenzia del Demanio con il MiC, ENIT e Difesa Servizi SpA che mira a valorizzare il patrimonio pubblico di immobili non più utilizzati, favorendo nuove attività legate al turismo sostenibile, alla cultura, allo sport, alla formazione, alla mobilità dolce e alla tutela dell’ambiente, attraverso il ricorso a strumenti di partenariato pubblico-privato.

L’azienda vinicola triestina è risultata assegnataria con un progetto di valorizzazione chiamato “Vino, storia e cultura” in cui si prevede di adibire una parte delle gallerie esistenti allo stoccaggio dei vini in barriques, cisterne inox e bottiglie, mentre l’edificio ex corpo di guardia sarà utilizzato per la promozione e degustazione dei vini attraverso una rete di eventi che coinvolgeranno le aziende agricole locali, in un’ottica di valorizzazione del contesto territoriale. Sarà inoltre data la possibilità ai visitatori e amanti della natura di visitare l’ampio bosco esistente, destinandone anche una parte alla produzione di cippato. Previsti percorsi di visite guidate dai temi storici, culturali e paesaggistici vista anche la vicinanza con il Museo della Grande Guerra del Monte San Michele. Una porzione del fabbricato, ex corpo di guardia, sarà inoltre adibita a foresteria per gli addetti alla viticultura nei periodi di vendemmia e potatura, mentre nei restanti periodi dell’anno potrà essere utilizzato da cicloturisti e turisti enogastronomici, secondo principi di fruibilità, accessibilità e destagionalizzazione.

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