Resta in carcere l’uomo che ha urlato ‘Allah Akbar’ in ospedale

Il 35enne aveva dato in escandescenze al pronto soccorso di Udine
Alessandra Salvatori

Resta in carcere il 35enne pakistano che nella tarda serata di mercoledì ha dato in escandescenze al pronto soccorso di Udine. Il gip del Tribunale di Udine, Roberta Paviotti, ha infatti convalidato l’arresto nei confronti di Arslan Sanullah, che con un’asta porta flebo ha distrutto un crocefisso, minacciato il personale infermieristico e ferito un carabiniere intervenuto per bloccarlo, il tutto mentre urlava ‘Allah Akbar’ (Allah è grande) e pronunciava frasi in arabo. L’uomo, che stava per essere dimesso dal pronto soccorso, a dorso nudo e con un lenzuolo avvolto attorno alla vita, ha rotto il crocifisso, brandendo poi il porta flebo con il quale ha minacciato degli infermieri. Con la stessa asta ha colpito il carabiniere intervenuto a difesa del personale sanitario, causandogli fratture ad una mano giudicate guaribili in 35 giorni. Altri militari lo hanno bloccato e disarmato. Il 35enne pakistano è indagato per aver pubblicamente ed intenzionalmente distrutto un oggetto di culto, per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. A suo carico risultano una denuncia in stato di libertà, da parte della Digos di Verbania, dello scorso 3 ottobre, ed un’altra per ricettazione, risalente a febbraio.

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