Mancano nuovi agenti di commercio in Fvg

Domenico Papa (Usarci): «Il 2022 anno positivo, ma mancano le nuove leve»
Redazione
Agenti di commercio

E’ tempo di bilanci per gli agenti di commercio del Friuli Venezia Giulia. Il 2022 è stato un anno positivo sul fronte della mole di lavoro (specialmente in alcuni settori), ma non mancano le criticità, a cominciare dall’aumento dei costi per proseguire con la difficoltà a trovare giovani da avviare alla professione. A fare il punto con gli aderenti Usarci, il principale sindacato degli agenti di commercio, di Udine, Trieste e Gorizia, è stato il presidente Domenico Papa, che ha promosso un incontro per informare sulle ultime novità del settore. In collegamento video, per un saluto, anche il presidente nazionale di Usarci, Giovanni Di Pietro. 

«L’anno appena concluso è andato bene – rileva Papa – ma ci sono problemi a trovare nuovi agenti, giovani da inserire nel nostro settore. Per questo abbiamo proposto di eliminare l’obbligo del corso per diventare agente per sostituirlo con crediti formativi da ottenere durante la carriera lavorativa, in modo da facilitare i nuovi ingressi nel breve periodo. Sarà nostra cura – assicura – fornire alle nuove leve tutti gli strumenti formativi necessari ad affrontare al meglio le nuove sfide del mercato». 

A preoccupare in modo particolare la categoria, è l’incremento dei costi del carburante, prima voce nel bilancio degli agenti di commercio anche in Fvg. «Abbiamo incontrato l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, che si è detto disponibile a venirci incontro ampliando l’utilizzo del bonus regionale. Ipotesi che però non è andata a buon fine per il rischio di bocciatura da parte dell’Europa, pronta a sollevare la questione della concorrenza sleale». 

Un 2022 con più luci che ombre sul fronte dei numeri, con Usarci che in Friuli ha ormai ha raggiunto le 600 adesioni: «Per il 2023 la principale novità – evidenzia Papa – riguarda l’accordo stretto con un’organizzazione regionale che ci darà modo di aprire sedi territoriali in tutte e quattro le provincie, diventando così più capillari, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la platea degli iscritti. Infine, va rilevata come nota positiva l’introduzione della flat tax per le partite Iva fino a 85 mila euro. Un provvedimento del governo che accogliamo con favore e che potrà agevolare la nostra attività», chiude Papa. 

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