Casa Burghart, con il nuovo studentato di Udine la rinascita di Borgo Stazione

La struttura garantirà servizi di qualità per il benessere dello studente e potrà ospitare circa un centinaio di ragazzi
Alexis Sabot

La rinascita di Borgo stazione a Udine grazie anche alla riqualificazione di Casa Burghart. La struttura garantirà servizi di qualità per il benessere dello studente e potrà ospitare circa un centinaio di ragazzi. L’edificio, di proprietà della società Fur veicolo 2, è stato concesso in affitto per dieci anni all’Agenzia regionale per il diritto allo studio (Ardis), che a sua volta ha ricevuto dal Pnrr un contributo di 3,72 milioni di euro a parziale copertura del canone annuo e dei costi dei servizi di
gestione. 

Per questa Amministrazione è importante garantire il diritto allo studio tramite l’utilizzo di fondi regionali e nazionali. La nuova Casa dello studente, che ospiterà non solo gli universitari ma anche gli allievi dell’Istituto tecnico superiore Malignani, è solo uno dei progetti rivolti all’Università di Udine, stanti le difficoltà sorte per l’adeguamento sismico del complesso di viale Ungheria e il relativo aumento dei costi fino a 42 milioni di euro. Alla luce di ciò, l’attivazione di collaborazioni anche tra pubblico e privato può rispondere contemporaneamente alla
necessità di nuovi alloggi per gli studenti e a mantenere alta la qualità del sistema universitario”. Così oggi l’assessore all’Università Alessia Rosolen alla conferenza stampa di presentazione della nuova residenza universitaria.

Il complesso copre un’area di 7700 metri quadrati ed è un terra-cielo composto da 5 piani fuoriterra ed un piano interrato. L’immobile è suddiviso in 3 scale indipendenti servite da ascensore.

L’edificio prevede la disponibilità 45 appartamenti completamente arredati. Ogni appartamento, che può ospitare fino a tre studenti, è composto da una o due camere da letto, servizio igienico indipendente, zona giorno con posti studio, tavolo da pranzo e cucina attrezzata, climatizzazione invernale ed estiva, sistemi di controllo domotici, connessione Wi-Fi ed eventuale cantina e posto auto.
Sono inoltre presenti una sala studio, dotata di 44 postazioni, una sala relax, una palestra attrezzata, un ufficio portierato, una lavanderia self-service, 3 parcheggi coperti per biciclette e mezzi di mobilità urbana per disabili con punti di ricarica per mezzi elettrici, 3 depositi per biancheria, 3 spazi per la raccolta differenziata dei rifiuti, 32 cantine, 15 autorimesse con punti di ricarica per i mezzi elettrici, 22 posti auto scoperti destinati a parcheggi per auto e moto, un giardino alberato completo di arredi urbani. Gli addetti dell’ufficio portierato, oltre a garantire l’assistenza agli studenti e la conservazione funzionale dell’edificio, si occupano della vigilanza passiva, anche attraverso l’utilizzo del sistema di videosorveglianza h24/7, al fine di garantire e tutelare la sicurezza degli studenti all’interno e all’esterno della struttura. Inoltre, sono presenti sistemi domotici necessari a monitorare gli accessi allo stabile.

Un po’ di storia

A metà dell’Ottocento Borgo Stazione era un quartiere con un’anima commerciale, composto da attività che circuitavano intorno alla nascitura stazione ferroviaria. In questo contesto si inserì la famiglia Burghart, di origine ungherese, che scelse strategicamente il lotto antistante la stazione per sviluppare l’attività di import ed export. Nacque così Casa Burghart. Al piano terra il magazzino, al primo piano la residenza della famiglia, mentre nel cortile le stalle per i cavalli ungheresi da tiro, famosi per la loro forza e resistenza. Un documento storico del 1882, conservato nell’Archivio di Stato, conferma l’esistenza di Casa Burghart come uno dei primi edifici costruiti dirimpetto la stazione. Nel dopoguerra i cavalli vennero sostituiti dai veicoli a motore, per effettuare più agilmente operazioni di carico e scarico merci.
Casa Burghart proseguì l’attività di spedizioni, tra varie vicissitudini, fino a circa trent’anni fa. Nel 2005, la necessità di riconvertire il quartiere e dare nuovo lustro all’edificio portò alla ristrutturazione e all’ampliamento dello stesso per opera dello Studio di Architettura Avon, che consistette nella sopraelevazione a confine di tre piani dell’esistente, da destinarsi a uso residenziale. Il progetto prevedeva il mantenimento degli elementi più significativi del linguaggio eclettico, coniugandoli con elementi dell’abitare contemporaneo. Vennero ricavati 45 appartamenti, purtroppo mai abitati, a causa del fallimento della società proprietaria dell’immobile.
Casa Burghart cadde nuovamente in uno stato di abbandono, finché nel 2021 la società Fur veicolo 2, controllata dalle holding degli imprenditori Alessandro Pedone e Gabriele Ritossa, ne ha acquisito la proprietà. In questi ultimi mesi l’immobile è stato oggetto di riconversione per destinarlo a un innovativo gruppo di appartamenti, soddisfando la crescente domanda di posti letto per l’Università di Udine. 

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