Caso Regeni: gli 007 egiziani inscenarono una rapina

Nel giorno in cui il Senato ha approvato la mozione per il conferimento della cittadinanza a Patrick Zaki, nuove testimonianze fanno luce sull'omicidio del ricercatore friulano ucciso nel 2016
Redazione

Il Senato ha approvato la mozione per la richiesta della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, studente universitario iscritto all’ateneo di Bologna e da oltre un anno incarcerato in Egitto, suo paese d’origine. 

Oggi, però, è anche il giorno in cui sono state diffuse le rivelazioni di tre nuovi testimoni sul caso Regeni. Si tratta di nuove accuse rivolte ai quattro 007 egiziani ritenuti gli autori del sequestro, delle torture e dell’omicidio del 28enne di Fiumicello.
Le tre testimonianze sono contenute nei nuovi atti depositati dalla Procura di Roma in vista dell’udienza preliminare, in programma il 29 aprile e nella quale sarà vagliata la richiesta di processo, a carico del generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.
Da quanto ricostruito, i servizi segreti egiziani, sapendo della morte di Regeni il giorno prima del ritrovamento del suo corpo, hanno inscenato una rapina finita male.
Le tre testimonianze si aggiungono a quelle presentate al momento della presentazione dell’atto di chiusura dell’indagine da parte del procuratore Michele Prestipino e del sostituto Sergio Colaiocco, lo scorso 10 dicembre.
Gli iscritti nel registro degli indagati, a seconda del grado di coinvolgimento nel caso Regeni, sono accusati di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.

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