Ecco le cause degli allagamenti a Tricesimo e Reana. “Infrastrutture idrauliche insufficienti”

Il Consorzio di Bonifica segnala che le problematiche sono note da tempo e legate per lo più all'urbanizzazione della zona e al sistema fognario di acque miste 
Redazione
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Le precipitazioni piovose di domenica 6 agosto che hanno interessato Tricesimo e Reana del Rojale si sono rivelate eccezionali sia per l’intensità, sia per l’anomala quantità di grandine caduta. “Si tratta di eventi che mandano immediatamente in crisi il sistema fognario di acque miste – commenta il vicedirettore tecnico del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, Massimo Ventulini – , che non è non in grado di transitare in tempi brevi tali portate verso i corpi ricettori. Rigurgiti della rete e allagamenti sono le conseguenze, senza contare i chicchi di grandine che ostruiscono le caditoie”.

OPERE IDRAULICHE-MANUTENZIONE-COMPETENZE

Il Consorzio di Bonifica, per conto della Protezione Civile regionale, ha realizzato in tempi non lontani una importante opera di mitigazione idraulica: lo scolmatore per la deviazione delle portate di piena del rio Tresemane nel Torrente Torre. “E’ entrato in funzione nell’evento di domenica ma non al massimo delle proprie potenzialità – spiega l’ing. Ventulini -. Ciò perché il concentrarsi delle precipitazioni in zone così circoscritte non sempre permette alle acque di raggiungere le opere idrauliche di smaltimento in tempi congrui, compito affidato al reticolo minore, ossia quel sistema costituito da condotte e fossati stradali che hanno il compito di far convergere le acque verso i corpi ricettori”. Il reticolo, precisa l’ente consortile, non è in gestione né dal Consorzio né dalla Regionee necessita di periodici interventi manutentivi. “Le precipitazioni localizzate in comune di Reana di domenica non erano afferenti al rio Tresemane, bensì alla Roggia di Udine, dove il Consorzio presiede h24 il nodo idraulico di Zompitta. Grazie alle manovre eseguite in tempo reale dall’addetto che risiede in tale sito, si è riusciti a mitigare l’evento per quanto possibile, in sinergia e in contatto diretto con la protezione civile”.

LE PROBLEMATICHE

Le problematiche del bacino idraulico Tresemane, rio che nasce a sud dell’abitato del capoluogo di Tricesimo e si sviluppa lungo la SS 13, “sono note da tempo e legate principalmente alla crescente urbanizzazione della zona non supportata da un parallelo adeguamento delle infrastrutture idrauliche – riferisce la presidente del Consorzio Rosanna Clocchiatti -. Il Tresemane è un bene del demanio idrico regionale corpo idrico classificato di competenza subregionale non appartenente al reticolo idraulico e irriguo in gestione al Consorzio di bonifica, che può interviene quindi solo su apposita delega della Regione”.

GLI INTERVENTI

Nel 2019 la direzione regionale dell’Ambiente ha affidato al Consorzio un finanziamento di 600mila euro per eseguire uno studio idraulico dell’intera area, con l’obiettivo di rilevare gli elementi critici e realizzare le opere di mitigazione prioritarie. Lo studio ha evidenziato la priorità di allargare due ponti: il primo in area Morena, il secondo sotto la SS 13, interventi condivisi con il servizio Difesa del suolo regionale. “Allo stato attuale – informa Clocchaitti – si sta completando la progettazione per il successivo appalto dei lavori”. Sempre su finanziamento del servizio difesa del suolo regionale, per un importo di 60mila euro, il Consorzio nell’inverno 2021 ha realizzato gli interventi di manutenzione ordinaria del Tresemane, dove – nel rispetto dei vincoli ambientali progettati e autorizzati – ha eseguito il taglio piante cresciute all’interno dell’alveo in tratti ritenuti prioritari, per garantire il deflusso idrico senza ostacoli.

Nel 2021 lo stesso servizio regionale ha finanziato la progettazione e realizzazione degli interventi di “Manutenzione ordinaria del Tresemane e del diversivo idraulico verso il torrente Torre”. Il progetto recentemente approvato prevede il completamento del precedente intervento in due fasi: prima il taglio delle piante per i tratti mancanti, lavori che verranno appaltati alla fine dell’estate e che vanno necessariamente eseguiti durante la pausa vegetativa autunnale, poi negli anni successivi si passerà agli interventi ordinari finalizzati ad assicurare la corretta funzionalità idraulica fino al termine della copertura economica. “Le opere di adeguamento, ma soprattutto la regolare manutenzione periodica sia del reticolo di scolo sia dello scolmatore con la relativa copertura finanziaria – chiude la presidente Clocchiatti – saranno necessarie per mitigare gli eventi straordinari che sempre più frequentemente interessano la nostra regione”.

Servizio video di Marco Pasquariello

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