Cavalierato per il Covid: Santoianni rinuncia all’onorificenza

Paluzza e San Vito
Daniele Micheluz

“Dopo aver ricevuto, nella serata del 4 giugno, il telegramma col quale il Quirinale mi ha comunicato il conferimento della onorificenza di Cavaliere da parte del Presidente della Repubblica, ritengo opportuno informare che, già nella serata dello scorso venerdi 5 giugno, ho trasmesso al Capo dello Stato, pur con rammarico, la mia libera rinuncia”. Sono le parole di Alessandro Santoianni, direttore generale dell’Asp Casa degli Operai Vecchi ed Inabili al Lavoro “Matteo Brunetti” di Paluzza

“Il profondo rispetto e apprezzamento che porto per il Presidente Mattarella e in particolare per l’iniziativa intrapresa nei confronti di cittadini che hanno dato prova di coraggio, dedizione e solidarietà durante il periodo dell’emergenza coronavirus, mi hanno indotto a tale determinazione, affinchè le sterili e strumentali polemiche sorte attorno al riconoscimento alla mia persona non oscurino sia il valore e il merito dell’iniziativa per la quale il Presidente mi ha ritenuto degno di tale onore che la bontà del motu proprio presidenziale”.

“La mia personale rinuncia, infatti, non toglierà il giusto merito attribuito all’impresa che si è svolta a difesa degli anziani nella Casa di Riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento, attraverso l’onore concesso alla collega Francesca Leschiutta, che resterà a interpretare il gesto collettivo di tutta la residenza”.

La serietà e la dedizione con cui ho assolto la funzione di direzione della Casa di San Vito al Tagliamento sono state le stesse prodigate nella residenza di Paluzza dove, anzi, le rilevanti criticità hanno richiesto e ottenuto anche un surplus di tempo e impegno”.

“Voglio evitare che questo riconoscimento determini il turbamento della comunità locale di Paluzza oltre che l’accostamento del tutto indebito e improprio allo svolgimento delle necessarie verifiche giudiziarie che affronterò, se del caso, con la serenità di chi sa di aver adempiuto ai propri obblighi nel rispetto delle disposizioni ricevute e delle norme vigenti. Come ho avuto modo di scrivere al Presidente da parte mia continuerò, Cavaliere o meno, a svolgere il mio lavoro con la convinzione che fare del proprio meglio è semplicemente il mio modo di fare”. 

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