Chiude Jazz & Wine of peace, edizione dei sold out

Tutto esaurito per 17 dei 19 concerti ospitati tra teatri, cantine e dimore storiche a cavallo tra Friuli e Slovenia
Alessandra Salvatori

Oltre seimila presenze in quattro giorni, più della metà delle quali di cittadini stranieri. Sono numeri importanti, superiori a quelli pre pandemia, quelli della 26esima edizione del festival transfrontaliero Jazz & Wine of Peace, organizzato da Circolo Controtempo di Cormons.

La kermesse, ospitata in 4 teatri e 16 fra cantine e dimore storiche a cavallo tra Friuli e Slovenia, ha proposto 19 concerti, 17 dei quali hanno registrato il sold out.

A chiudere il festival ieri, al teatro di Cormons, sono stati Paolo Fresu e Omar Sosa con il loro progetto Food, che ha messo in musica i suoni e i rumori del cibo.

Preceduto da un incontro nella cantina Borgo San Daniele dove i due musicisti hanno parlato anche di etica e sostenibilità del cibo, facendo da testimonial alla causa del Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia e alla colletta alimentare del prossimo 18 novembre, Food è stato l’ultimo dei tanti “tutto esaurito” registrati da Jazz & Wine of peace. 

Da Enrico Rava a Henry Texier, da Yamandù Costa e Vincent Peiranì al trio Sheppard Marcotulli e Bica fino a Fariselli e il progetto Open Area, i grandi nomi del jazz hanno calcato i palchi di 4 teatri e 16 fra cantine e dimore storiche, al di qua e al di là del confine. Nell’ultima giornata, in particolare, al Castello di Spessa il duo Marco Colonna e Alexander Hawkins ha rivisitato Eric DolphY, nella Tenuta Villanova di Farra d’ Isonzo si è esibita la trombettista americana Steph Richards, a Gradisciutta di San Floriano Francesco Bearzatti ha rivisitato al sax Led Zeppelin. Molta emozione, infine, per la band tutta speciale che ha suonato al Kulturni Dom di Gorizia, nel concerto di musicisti e utenti del Centro di salute mentale di Gorizia che hanno preso parte al workshop di Zlatko Kaucic organizzato dal festival con a Cooperativa Cisile e il Consorzio del Mosaico

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