Cibo scaduto, servizi igienici non funzionanti: nave bloccata in porto dalla Guardia Costiera

La Capitaneria di Porto di Monfalcone ha rilevato situazioni critiche anche per l'equipaggio
Paola Treppo

Gravi e numerose irregolarità sono state riscontrate a seguito di una ispezione eseguita dalla Capitaneria di Porto di Monfalcone a bordo della nave Eylem, battente bandiera panamense. I militari della guardia costiera hanno disposto il fermo amministrativo della nave che potrà riprendere la navigazione solamente dopo aver regolarizzato le deficienze riscontrate.

La nave, proveniente dal porto di Mykolaiv (Ucraina), stava sbarcando 14.458  tonnellate di ferro in porto a Monfalcone.

Il personale militare dipendente, qualificato “Ispettore P.S.C.” ha riscontrato carenze relative alla sicurezza della navigazione come il malfunzionamento dei radar e l’incapacità dell’equipaggio di far fronte a situazioni di emergenza. 

È stata inoltre evidenziata la non regolare tenuta della documentazione di bordo. C’erano carenze nell’ambito della “maritime security” e critiche condizioni di vita dell’equipaggio quali la totalità dei servizi igienici non funzionati, la presenza di cibo scaduto e il non corretto rispetto degli orari di riposo e di lavoro svolto a bordo dai marittimi per un totale di venti irregolarità, otto delle quali hanno portato a detenere la nave.

Dall’inizio dell’anno risulta essere già la terza nave detenuta, solo nel porto di Monfalcone, per gravi irregolarità riscontrate a bordo. Comune denominatore la mancanza di adeguato addestramento del personale imbarcato e le precarie condizioni di vita dei marittimi come la situazione rilevata a bordo della nave battente bandiera Belize, detenuta il 9 giugno, sulla quale, tra le numerose mancanze in materia di condizioni di vita a bordo, è stata riscontrata la mancanza di idonea certificazione medica dei marittimi ed il pagamento di salari al di sotto di quelli previsti motivo per il quale si è provveduto ad informare il sindacato dei marittimi.

Queste ispezioni rientrano nei controlli che vengono esperiti, ai sensi di diversi trattati e accordi internazionali, da parte dell’amministrazione italiana nei confronti delle navi straniere che scalano i porti italiani e finalizzati a garantire che le navi non siano un pericolo per la vita umana in mare e per l’ambiente.

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