Cisint: «Fuori la politica dalla scuola». Pd: «A Monfalcone esperimenti di futuro regime»

Rojc: è questa la regionalizzazione della scuola che vuole la Lega?
Ivan Bianchi
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La sindaca Cisint vuole dare una stretta alle libertà individuali e far sì che la Lega attui un controllo invasivo sulla società civile e nella vita quotidiana, attraverso le amministrazioni locali come al Governo nazionale. Così a Monfalcone, anche prendendo di mira la scuola, si sta realizzando con fredda coerenza la ‘società illiberale’ di Orban e Salvini”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, commentando l’iniziativa della sindaca del Comune di Monfalcone (Gorizia) Annamaria Cisint, la quale ha annunciato l’avvio di un servizio di “ascolto riservato” al quale si potranno rivolgere studenti e genitori per riferire di eventuali critiche rivolte all’Amministrazione comunale da parte di insegnanti “di sinistra”.

Chiedendosi “se sia questo il retropensiero della destra sulla regionalizzazione della scuola”, la senatrice indica cheoggi si cercano delatori per scoprire gli ‘insegnanti di sinistra’, domani tocca a qualche ‘sindacato che fa politica’, poi arriva il censimento delle minoranze e da lì il campo di caccia è libero. Che bisogno ha un partito quotato verso il 40% di andare a scovare qualche insegnante che magari ha la colpa di dirsi antifascista, come fosse una bestemmia? Questa – sottolinea la parlamentare – è la domanda decisiva, e la risposta è semplice: nessun regime tollera voci fuori dal coro, nemmeno minoritarie“. “Cisint è data come candidata in pectore alla successione a Fedriga e – osserva Rojc – fa a Monfalcone esperimenti di futuro regime, in cui le opinioni politiche sono elemento di discriminazione, demonizzazione e ghettizzazione. Si viene ‘schedati’ in base all’etnia, alle opinioni, alla religione, magari – conclude – anche se sei un cattolico che ascolta Papa Bergoglio“.

La replica alle polemiche da parte del sindaco di Monfalcone

Annamaria Cisint: Credo che tutti sappiano ma pochi hanno il coraggio di dirlo… La vicenda è la seguente: recentemente Porro pubblica un post in cui un’insegnante denuncia quanto la scuola sia politicizzata a…sinistra. Io commento dicendo che ho ricevuto alcune segnalazioni in tal senso piuttosto preoccupanti da un buon numero di ragazzi, di genitori e perfino da qualche insegnante. Hanno confessato con molta paura e in assoluto incognito. Ho aggiunto che a settembre valuteremo se far partir un servizio di ascolto per i ns giovani, i genitori e gli insegnanti. Abbiamo a Monfalcone un ottimo professionista (il garante dell’infanzia e adolescenza) che riservatamente saprà ascoltare e poi, eventualmente, nei casi che riterrà gravi, deciderà se coinvolgere gli organi preposti. APRITI CIELO!! La Lucarelli spara a zero contro di me:’ La sindaca leghista di Monfalcone vuol fare le liste di proscrizione!’. Il Piccolo pubblica un titolo assolutamente falso visto che al bravo giornalista ho spiegato che i ragazzi mi hanno raccontato di situazioni gravi, di negazionismo, odio verso il Ministro Salvini e verso di me tutto dichiarato in classe durante le ore di lezione. Ma come, non siete per la verità sempre e comunque? Non siete per la democrazia e la libertà di opinione? E allora perché l’ascolto genera una tal angoscia? Male non fare paura non avere e se non avete la coscienza sporca state sereni. Vergogna è altro, è usare i ragazzi. 

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