Con la fionda lanciava polpette avvelenate: voleva uccidere i cani dei vicini

Condannato un 68enne di Azzano Decimo. Le vittime: “Finito un incubo durato diversi mesi”
Giancarlo Virgilio

Ha patteggiato 3 mesi di reclusione, con sospensione della pena, il residente di Azzano Decimo che per mesi aveva provato ad uccidere i cani dei suoi vicini di casa.

Con una fionda aveva lanciato ripetutamente alcune esche avvelenate nel giardino limitrofo alla sua abitazione. Non solo pezzi di salsiccia impastata con del topicida rosso, ma anche pezzi di cioccolato fondente legati con del filo nero a bustine di veleno per ratti.

Le intenzioni del 58enne sono state scoperte solo dopo il malore accusato da uno dei due animali, quando una cagnetta meticcia è stata ricoverata in una clinica di Sacile per malesseri riconducibili ad una intossicazione. Proprio le indicazioni dei veterinari sono risuonate come un allarme su quanto stava molto probabilmente avvenendo nel quartiere.

I successivi accorgimenti e il rinvenimento di alcune esche nel giardino di proprietà, utilizzato da due famiglie di congiunti, hanno poi reso la prova tangibile dei tentativi messi in atto ai danni di Elsa e di Vasco, i due amici a 4 zampe. Dopo una denuncia contro ignoti, le successive ricerche e indagini, durate diversi mesi, hanno portato ad individuare il responsabile: a lanciare i bocconi avvelenati era il vicino di casa, evidentemente disturbato dall’abbagliare dei due animali. A inchiodarlo sono state alcune riprese effettuate con un sistema di videosorveglianza.

A anno e mezzo dall’inizio della causa, il Tribunale di Pordenone ieri mattina ha condannato (per i reati art.56, 544 bis c.p.) il responsabile D. L. M., classe 1953, a 3 mesi di reclusione dopo patteggiamento. I suoi atti erano diretti in modo non equivoco ad uccidere i due cani di proprietà dei dirimpettai.

“E’ finito un incubo durato diversi mesi – ci ha spiegato una delle vittime -. Non solo quest’uomo ha messo a rischio i cani, i gatti e gli uccellini che frequentano o attraversano il cortile, ma ha messo a rischio anche la vita di mia figlia, che all’epoca aveva due anni, trovata con del veleno in mano. Ringraziamo il nostro avvocato Marco Rebecca del foro di Treviso, la Polizia Locale di Azzano Decimo che ha seguito le indagini in maniera professionale, oltre alla clinica Serenissima di Sacile”.

Dopo il patteggiamento, adesso andrà avanti la causa civile per la richiesta dei danni. Morto di tumore, nel frattempo, Vasco, il pastore tedesco.

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