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Condannati per spaccio e rapine in Friuli, arrestati due latitanti

Grazie ai mandati di arresto europei, la Polizia di Stato ha rintracciato un 52enne marocchino boss della droga e un 30enne rumeno, re degli alias

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Negli ultimi giorni, la Polizia di Stato di Udine, in collaborazione con la Polizia di Frontiera di Ventimiglia e Malpensa, ha dato esecuzione a due ordini di carcerazione, disposti dalla Procura di Udine, nei confronti di due latitanti, un 52enne marocchino e un 30enne rumeno, condannati per reati di spaccio e rapina commessi in Friuli.

Il cittadino marocchino deve scontare quattro anni, cinque mesi e 23 giorni di carcere per più condanne emesse dal Tribunale di Udine, per fatti di droga accaduti a Udine, Martignacco e Palmanova fra il 2006 e il 2009. In particolare, nell’ambito di una vasta indagine (conclusa con diversi arresti e denunce), il 52enne era stato individuato come il leader indiscusso di un sodalizio dedito allo spaccio di stupefacenti. Personaggio di notevole spessore criminale, costituiva il punto di riferimento degli altri associati e si occupava in prima persona anche all’approvvigionamento della droga, dalla zona del Milanese, avvalendosi, fra le altre cose, della comune provenienza geografica in Marocco con molti altri appartenenti al sodalizio.

Nell’agosto del 2006, a Palmanova, l’uomo era stato controllato alla guida di una vettura, dove erano stati nascosti 10,2 chili di hashish e per questo era stato arrestato, ma si era poi reso latitante. Il 12 settembre, la Polizia francese lo ha fermato a Montpellier, perché destinatario di un mandato di arresto europeo.

Le indagini della Polizia di Udine, con il coordinamento della Procura e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, hanno permesso di scoprire che si era trasferito in Francia. Dopo le procedure del caso, il condannato è stato ristretto presso il carcere di Sanremo.

Il cittadino rumeno deve scontare una pena di due anni e due mesi, emessa a seguito della condanna del Tribunale di Udine, per quanto accaduto ad Aiello il 28 gennaio 2014, quando aveva tentato una rapina, assieme a un connazionale, all’interno di un cantiere edile. L’uomo era in passato stato domiciliato in Italia, a Genova e in provincia di Alessandria, e aveva maturato diversi precedenti in molte province italiane, per furti e violazione al Codice della Strada. Aveva spesso usato false generalità per sottrarsi ai controlli e questo ha reso ancora più difficile la sua identificazione e il rintraccio. Il 19 agosto, era stato rintracciato dalla Polizia rumena nella città di Nadlac, dove era stato eseguito il mandato di arresto europeo, disposto dalla Procura di Udine. E' stato portato nel carcere di San Vittore a Milano.

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