Confini chiusi, a novembre vendite di carburante a +139,6% nel Goriziano

Bernardis (Lega): "Il Governo intervenga per contrastare il pendolarismo nel post-Covid"
Redazione

“Se in fondo al terribile tunnel della crisi pandemica si intravede finalmente una luce grazie al vaccino, purtroppo ancora non è così per la tematica dell’emorragia di risorse dovute al fenomeno del pendolarismo oltreconfine. In tal senso, se lo sforzo della Regione è massimo, con l’impegno del presidente Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale all’Energia, Fabio Scoccimarro, purtroppo non si può dire lo stesso del Governo giallorosso che ancora una volta latita e da cui non è arrivato alcun segnale a riguardo della necessaria compartecipazione dello Stato al rifinanziamento dello sconto carburanti”. Lo dichiara il consigliere regionale della Lega, Diego Bernardis, che ritorna a fare il punto sulla situazione vendite carburanti, in particolare sul territorio goriziano.

“A novembre 2020 sul territorio provinciale di Gorizia, rispetto allo stesso mese del 2019, c’è stato un importante incremento delle vendite di carburanti pari al +30,4%. Infatti, i litri venduti sono passati da 2.917.494,00 a 3.805.846,00 per effetto dei confini chiusi a causa della pandemia da Covid. I dati sono ancora più eclatanti se si prende in considerazione il solo territorio comunale di Gorizia, dove il fenomeno del pendolarismo del pieno è portato all’estremo a causa della mancanza di un vero e proprio confine e, infatti, a novembre 2020 si è registrato un aumento di vendite pari al +139,6% rispetto a novembre 2019, con totali 885.443,00 litri venduti rispetto ai 369.549,00 del precedente anno”.

“L’Esecutivo nazionale continua a far finta che il problema non sussiste, quando invece si parla di centinaia di milioni di euro di ammanco fra Iva e tasse che desertificano la nostra fascia confinaria, in particolare quelle zone più svantaggiate. Da questo punto di vista accolgo con grande soddisfazione l’impegno di tante amministrazioni comunali del territorio goriziano che hanno già approvato una mozione analoga a quella licenziata lo scorso luglio all’unanimità dal Consiglio regionale, di cui sono primo firmatario assieme al collega Diego Moretti, a testimonianza della volontà trasversale di arrivare ad armonizzare l’economia di confine. Male non farebbe – chiosa l’esponente del Carroccio – se gli esponenti regionali del Movimento 5 Stelle pressassero un po’ più i loro ministri ed esponenti parlamentari, invece di pensare ad attaccare a ogni piè sospinto e in modo scomposto il nostro presidente, la Giunta regionale o la maggioranza di centrodestra”.

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