Coronavirus, Conte: «No alla sospensione di Schengen in Fvg»

Il premier cita il colloquio con Fedriga. La misura secondo il governo non è realizzabile al momento e avrebbe un impatto devastante economicamente
Giancarlo Virgilio

No alla sospensione del trattato di Schengen, i confini rimarrano aperti. A ribadirlo è stato il primo ministro, Giuseppe Conte durante la conferenza stampa che si è tenuta alle 23 dalla sede della Protezione Civile di Roma.  Rispondendo alla domanda su una eventuale chiusura dei valichi o su misure di controllo più stringenti, il premier ha citato proprio il Friuli Venezia Giulia e il confronto che ha avuto oggi in conference call con il governatore del Friuli Venezia Giulia e gli altri presidenti di Regione del nord Italia. 

“Ragionando con Fedriga si è ragionato anche di una eventuale sospensione del trattato di Schengen”, ha spiegato Conte. “In Friuli Venezia Giulia il flusso giornaliero attraverso i 63 valichi presenti è di 27 mila persone, di cui 8mila e 500 con i pullman. In Lombardia, invece, i numeri sono ovviamente ancora maggiori”. Ripristinare le frontiere, secondo il commissario straordinario, il presidente del Consiglio e il Ministro alla salute Speranza, conducendo controlli più approfonditi attraverso l’utilizzo dei tamponi e non solo coi termometri, sarebbe una misura troppo drastica, che rallenterebbe e limiterebbe di molto gli spostamenti, causando “un impatto che sarebbe devastante economicamente”.

“Attualmente non ci sono né le condizioni né le necessità a prendere provvedimenti di questo tipo”, ha poi concluso il premier.

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