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Corteo contro il Cpr a Gradisca d’Isonzo: 200 i manifestanti

Ci sono anche stati contatti con alcuni ospiti all’interno che hanno denunciato quelle che, secondo loro, sono condizioni carcerarie di trattenimento. Rischiata anche qualche scaramuccia con la polizia, in assetto antisommossa assieme ai Carabinieri

Corteo contro il Cpr a Gradisca d’Isonzo. Circa duecento persone, arrivate da tutta la regione, hanno percorso qualche centinaio di metri passando davanti alle due strutture ospitate attualmente nell’ex caserma Polonio di Gradisca. Organizzato dall’assemblea No Cpr – No Frontiere, il corteo si è snodato per via Udine fermandosi più volte. La più significativa di fronte allo stesso Cpr con l’annuncio, grazie ad apposite casse, di un numero di telefono con il quale gli ospiti del Cpr avrebbero potuto mettersi in contatto con gli stessi manifestanti. Cosa che è avvenuta e due persone, arrivate circa tre settimane fa dal Cpr di Bari, hanno telefonato e spiegato la loro situazione. A loro dire vengono trattenuti in piccole celle con il cibo che arriva “come i cagnolini”, ovvero tramite appositi pertugi nelle porte. Non solo, un ospite avrebbe, secondo chi ha telefonato, bisogno di cure mediche alla gamba sinistra che non gli vengono concesse.

Per più volte è riecheggiato l’urlo “Libertà”, sia all’interno che all’esterno della struttura, presidiata per l’occasione da circa una cinquantina di forze dell’ordine, dai Carabinieri alla Polizia fino alla Guardia di Finanza e alla Polizia Locale. Nessuno scontro, se non il rischio di qualche scaramuccia tra la Polizia, in assetto antisommossa, e i manifestanti che hanno lanciato verso la porta alcuni gavettoni ripieni di vernice, colpendo tetto e muro perimetrale dell’ex caserma Polonio. Partito alle 14.30 circa, il corteo è terminato proprio di fronte al Cpr attorno alle 17. “Prigioni etniche”, così sono state definite le due strutture dai manifestanti che hanno ricordato anche le manifestazioni in simultanea a Roma e a Torino.

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