Tari, Udine è il capoluogo di provincia dove si spende meno

La tassa sui rifiuti è aumentata del 2% in un anno in Italia. La spesa media è di 320 euro. In Friuli Venezia Giulia è al di sotto, a 277
Alessandra Salvatori
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Udine è il capoluogo di provincia dove le famiglie spendono meno per la tassa sui rifiuti: 181 euro, tre volte in meno rispetto a Catania, dove la voce Tari incide di più sui bilanci familiari, con 594 euro.

Nel nostro paese nel 2023 la tassa ha registrato un incremento del 2% rispetto all’anno precedente. La spesa media in Italia è di 320 euro.

È questo il quadro che emerge dalla rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, giunto alla 16esima edizione. L’indagine sul costo sostenuto nel 2023 per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prende come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

La spesa più elevata si registra al Sud, con la Campania in testa a livello regionale (416€, e un leggero aumento dello 0,5% rispetto all’anno precedente) e ben sette capoluoghi di provincia meridionali nella top ten dei più cari. La classifica vede in testa, dopo Catania, Genova, con 492 euro, e Napoli, con 491.

Le Marche, con 250 euro, sono la regione in cui si rileva la spesa media più bassa in Italia. L’Abruzzo è dove si paga di più: 334 euro. Seguono Basilicata (299) e Calabria (360). Il Friuli Venezia Giulia è al sesto posto, con 277 euro.

Sono 54 i capoluoghi in cui si registrano aumenti della tariffa, soltanto 20 quelli in diminuzione: anche Udine, che come detto è il capoluogo di provincia in cui si spende meno per la Tari, registra un incremento della tassa: dai 174 euro del 2022 ai 181 del 2023.

“Nella grande maggioranza delle città capoluogo di provincia si continua ad adottare una modalità di calcolo dei costi che non tiene conto dei rifiuti realmente prodotti – commenta Tiziana Toto, responsabile nazionale delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. Questo meccanismo – conclude – non è incentivante verso la riduzione dei rifiuti che deve essere la priorità per le amministrazioni locali e per i cittadini”.

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