Crac banche venete, sit-in per un “Fondo d’Indennizzo subito”

Le associazioni dei risparmiatori traditi saranno a Roma il 5 giugno
Redazione

Ad una settimana esatta dallo storico e decisivo incontro tra le associazioni dei risparmiatori (Adusbef, Casa del Consumatore, Consumatori Attivi, Codacons, Per Veneto Banca, Movimento Risparmiatori Traditi, UNC Veneto) e la Commissaria alla Concorrenza UE Vestager l’appuntamento sarà su Roma per chiedere la conversione immediata del decreto legge che va a riscrivere buona parte della l. 145/18 istitutiva del Fondo Indennizzo Risparmiatori istituendo il doppio binario. Lo aveva affermato il Premier Conte nell’incontro dell’8 aprile con le associazioni dei risparmiatori: “i contenuti del decreto legge in sede di conversione potranno essere anche migliorati essendoci il tempo per presentare gli emendamenti e per aprire una discussione con tutte le parti”.

Le associazioni che il 5 giugno si troveranno a Roma per un sit in in piazza a Montecitorio e per incontrare i gruppi parlamentari nonché il Premier Conte, i vicepremier e il Ministro Tria ed i sottosegretari Bitonci e Villarosa ai quali è stata chiesta l’audizione, sono stati promotori di emendamenti che possono solo portare ad un miglioramento della norma già scritta. Tali emendamenti, essenziali per dare forma ad un Fondo che possa realmente assolvere allo scopo per il quale è stato pensato, sono stati dichiarati ammissibili ed è attesa a breve la discussione. Decisivi sono dunque i prossimi giorni nei quali la buona politica, attraverso un lavoro di squadra con le parti sociali, potrà dare risposta a quanto le associazioni dei risparmiatori da sempre sono a richiedere, e dunque che il 30% di indennizzo sia solo iniziale e quindi rappresenti un acconto per chi ha visto azzerare tutti i risparmi depositati in azioni delle due banche venete e delle quattro banche dell’Italia centrale, che anche coloro che hanno acquisito le azioni oltre dieci anni fa possano accedere all’indennizzo e che la somma da corrispondersi al risparmiatore da parte del Fondo non venga calcolata solo sul costo di acquisto degli strumenti finanziari poi azzerati ma anche sugli interessi legali e sulla rivalutazione. Infine si chiede che la pronuncia di un arbitro possa permettere ai risparmiatori di ottenere subito il 100% di quanto perduto. Si tratta di richieste tutte legittime e possibili anche in base alla normativa EU e che confidiamo possano venir recepite nella legge di conversione per rendere giustizia ai risparmiatori traditi, escludendo gli speculatori e indennizzando attraverso somme che derivano dai fondi dormienti, e quindi non dalle tasse degli italiani.

I risparmiatori azzerati non possono attendere oltre – spiega l’avvocato Barbara Puschiasis, presidente dell’associazione Consumatori Attivi. -La situazione è disperata e se non verrà data attuazione subito al Fondo si rischierà un aggravamento della situazione in quanto sono alle porte le azioni di recupero credito da parte per soldi concessi dalle banche per far fronte alla illiquidità dei titoli ed alle spese della vita. I risparmiatori non potranno sopportare, oltre alla perdita dei loro soldi anche la perdita delle loro case a causa di una responsabilità sistemica nella gestione delle banche. La situazione è disperata – conclude il legale -.Confidiamo nel senso di responsabilità del Governo e delle Istituzioni tutte”.

 

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