Daniela Beltrame torna alla guida dell’Ufficio scolastico regionale

La dirigente sostituisce Patrizia Pavatti nominata ad interim lo scorso gennaio
Alessandra Salvatori
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Cambio ai vertici dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia. Come un fulmine a ciel sereno questa mattina è circolata la notizia che l’ufficio non è più diretto da Patrizia Pavatti, ma da Daniela Beltrame, che questo ruolo lo aveva già ricoperto per cinque anni. Una novità inattesa per molti, sindacati compresi, che ha portato un po’ di scompiglio.

La conferma di Beltrame

A confermare la notizia è stata la stessa Daniela Beltrame, che a Telefriuli ha fatto anche sapere di essere già operativa nella sede di Trieste. Ha poi aggiunto di essere stata lei stessa a chiedere di tornare in Friuli Venezia Giulia. L’iter per il trasferimento sarebbe iniziato un mese fa. Ieri pomeriggio la comunicazione ufficiale che sarebbe tornata a ricoprire il suo “vecchio” incarico nella nostra regione.

Beltrame succede a Pavatti

Patrizia Pavatti era stata nominata ufficialmente dirigente dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia lo scorso gennaio, dopo aver ricoperto l’incarico per alcuni mesi ad interim. Una carriera, la sua, iniziata nella scuola pubblica a 20 anni, come insegnante di scuola elementare. A 33 anni era già dirigente scolastico. Prima dell’approdo all’Ufficio scolastico regionale ha diretto il Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale.

Daniela Beltrame torna alla guida dell’Ufficio che ha diretto per cinque anni, fino al 2014, quando era stata trasferita in Veneto per ricoprire lo stesso incarico. Poi è diventata capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’Istruzione. Beltrame è stata anche viceprovveditore di Udine e responsabile del Centro servizi amministrativi.

Rosolen incredula: cambio irrituale 

“Quanto successo poche ore fa evidenzia modalità molto irrituali che vanno ad acuire criticità già evidenti”. Lo afferma Alessia Rosolen, assessore all’Istruzione del Friuli Venezia Giulia, esprimendo “incredulità e imbarazzo per modalità che infrangono qualsiasi protocollo istituzionale. A questo punto, il percorso è segnato: servono chiarimenti urgenti sull’Ufficio scolastico regionale, sul ruolo di direttore e sul percorso di regionalizzazione intrapreso nei mesi scorsi e poi misteriosamente scomparso, avvolto da un alone di mistero”. “Secondo quanto riferito recentemente da un ministro – evidenzia Rosolen – la nomina dei due commissari della Commissione Paritetica sarebbe molto vicina. L’unica strada è quella del lavoro serio e finalizzato al bene del comparto. L’unica condizione è che i rapporti, se non amichevoli, siano quantomeno contraddistinti dal rispetto che istituzioni e contesto richiedono”.

“La forma – sottolinea l’assessore – diventa anche sostanza, soprattutto in alcune situazioni. Tengo a ringraziare il direttore Pavatti per quanto ha saputo fare in termini di risultati e per l’atteggiamento collaborativo, disponibile e irreprensibile sempre dimostrato. Chi arriva raccoglie un’eredità pesante, è bene che ci sia la piena consapevolezza da questo punto di vista”. “L’obiettivo – spiega Rosolen – è migliorare i servizi e il livello della scuola in Friuli Venezia Giulia: le priorità le decide la Regione, non soggetti che per lontananza territoriale hanno scarsa dimestichezza con le peculiarità di questa terra”. “Quanto al Ministero – aggiunge l’assessore Fvg – sia chiaro che questa è una regione piccola per estensione territoriale ma ha una popolazione molto tenace e poco propensa a lasciarsi calpestare. Dal rispetto e dalla collaborazione non si può prescindere. La Regione ha investito a bilancio 25 milioni di euro per dare servizi, personale, strumenti alle scuole, agli insegnanti e agli studenti. Noi continuiamo a lavorare per loro, impegnandoci affinché nessuno a Roma vanifichi quanto fatto in questi mesi”.

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