Anche un friulano tra gli haters della campionessa di nuoto

Alberto Comisso

C’è un dipendente pubblico friulano nella lista delle persone che lo scorso agosto, sui social, aveva lasciato commenti diffamatori e sessisti nei confronti della campionessa di nuovo Linda Cerruti. L’uomo è stato identificato e denunciato.

Anche un friulano tra le 12 persone che la Polizia Postale ha denunciato per diffamazione a mezzo internet ai danni della campionessa di nuoto sincronizzato Linda Cerruti.

In agosto, di rientro da una straordinaria prestazione atletica agli Europei di Roma, Cerruti aveva festeggiato postando sui social una foto in cui compariva in costume da bagno, in una classica posa del nuoto sincronizzato, esibendo le otto medaglie conquistate.

La foto, scattata sul molo di Noli, città natale della campionessa, era stata ripresa da molte testate giornalistiche e aveva attirato numerosissimi commenti, alcuni dei quali palesemente diffamatori e sessisti che l’atleta, amareggiata, aveva deciso di denunciare, rivolgendosi alla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Savona.

Le indagini, condotte anche dagli esperti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Genova e coordinate dalla Procura della Repubblica di Savona, con il supporto del Servizio Polizia Postale di Roma, hanno permesso di identificare 12 utenti della rete, ritenuti autori dei commenti diffamatori, più condivisi. Tra loro anche il quarantenne friulano, dipendente pubblico.

Con la partecipazione della Polizia Postale di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio, Umbria e Sardegna, sei internauti sono stati destinatari di una perquisizione informatica delegata dalla Procura della Repubblica di Savona, mentre gli altri sei sono stati convocati ai Centri Operativi della propria città e dovranno rispondere del reato di diffamazione aggravata.

I provvedimenti adottati nella fase delle indagini preliminari costituiscono uno strumento per la prosecuzione e conclusione dell’attività investigativa.

Questa operazione, sottolineano dalla Polizia Postale, smentisce ancora una volta chi pensa che l’anonimato in rete possa essere sfruttato per commettere reati informatici, i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale sono attivi sia nell’educazione dei giovani all’utilizzo consapevole degli strumenti digitali, mirata anche a prevenire le campagne di odio online, che nella repressione di ogni manifestazione delittuosa commessa attraverso la rete.

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