Dimensionamento scolastico: “La Regione impugni il decreto del governo”

La richiesta del comitato Priorità alla Scuola all'indomani della decisione del Tar della Campania, che ha sospeso il decreto interministeriale e rinviato la questione alla Corte costituzionale.
Hubert Londero
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“La Regione Friuli Venezia Giulia imiti Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Puglia impugnando il dimensionamento della rete scolastica voluta dal Governo”. E’ l’appello di Giovanni Duca, portavoce di Priorità alla Scuola di Udine, movimento che in 10 giorni ha raccolto 1.200 firme contro il decreto interministeriale di Ministero dell’Istruzione e Mef.

Le quattro regioni a Statuto ordinario hanno fatto ricorso ai rispettivi Tar e ieri il giudice amministrativo campano ha rinviato la questione alla Corte costituzionale affinché valuti se il decreto leda o meno le competenze regionali.

Per quanto riguarda il FVG, il dimensionamento varato dalla Regione, effettvo dal 1 dicembre, taglierà 14 tra dirigenti scolastici e dirigenti dei servizi generali  e amministrativi dal prossimo anno scolastico. Nei due anni successivi, verranno tagliati altri 6 posti. Ciò si traduce nell’accorpamento di 10 autonomie scolastiche nel 2024 e di altre 6 nel biennio successivo.

“Ciò significherebbe accorpare – afferma Duca – un istituto comprensivo ogni 10. Non ci sarà solo diminuzione di dirigenti, ma anche di personale amministrativo. C’è il rischio – conclude – di perdere alcune scuole e di avere classi pollaio, ovvero troppo numerose”.

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