Distributori assaltati con le ruspe, acciuffata la banda

I componenti sono stati arrestati dalla Polizia di Stato in Italia e Romania
Paola Treppo
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La Polizia di Stato di Pordenone ha sgominato la banda specializzata negli assalti con ruspe ai distributori carburante. Tre gli arresti in corso, tra Italia e Romania.

Dalle prime ore dell’alba è in corso un’operazione di polizia transnazionale, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Pordenone, con il coordinamento del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e del Servizio cooperazione internazionale di Polizia, relativa all’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere con emissione di mandato arresto europeo, richieste dalla Procura della Repubblica ed emesse dal Gip del Tribunale di Pordenone, a carico di quattro persone di origine rumena, componenti di una banda transnazionale specializzata negli assalti con ruspe a danno delle aree di servizio del Nord Italia.

Il gruppo criminale, tra i mesi di gennaio e aprile del corrente anno, ha messo a segno numerosi colpi tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, nelle ore serali e notturne. Usando grosse ruspe, sradicavano le colonnine di erogazione self-service dei distributori, rubandole con il denaro contante all’interno. Accertati profitti per decine di migliaia di euro e, nel contempo, ingenti danni ai titolari delle pompe di benzina, costretti anche a dover interrompere l’attività lavorativa per diverso tempo, fno al completo ripristino degli impianti di erogazione.

Il gruppo criminale aveva adottato un modus operandi di tipo transfrontaliero, giungendo in Italia prevalentemente nei fine settimana dove poi, una volta individuati gli obiettivi da colpire, rubavano pick-up e ruspe da cantieri o da depositi di noleggio delle macchine operatrici.

Gli arresti, disposti dal Gip del Tribunale di Pordenone, hanno interessato quattro cittadini rumeni e sono in corso di esecuzione dalla primissima mattinata, due in Romania e uno a Trieste, mentre il quarto destinatario delle misure restrittive è morto a marzo, quando, in provincia di Gorizia, dopo aver rubato un’auto, intercettato da pattuglie delle Forze dell’Ordine, per sottrarsi alla cattura, si era tuffato nel fiume Isonzo; il suo corpo senza vita era stato individuato a Peteano.

Soddisfazione per l’operazione è stata espressa dall’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti. “Rivolgo i miei più vivi complimenti – così Roberti – alla Polizia di Stato e alla cooperazione investigativa internazionale per aver neutralizzato un gruppo criminale autore di iniziative devastanti. I danni comportati da questa particolare strategia delinquenziale e i rischi enormi per l’incolumità delle persone sono evidenti. L’operazione di polizia condotta dalla Squadra mobile di Pordenone e coordinata dalla locale Magistratura – ha affermato l’assessore regionale alla Sicurezza – è un segnale perentorio per chi immaginasse di trasformare impunemente il nostro territorio in una zona di scorribande”.

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