Electrolux, 373 esuberi in Italia. A Porcia 83 impiegati e 95 operai

I numeri dal coordinamento nazionale tra i vertici italiani della multinazionale svedese e i sindacati. Prosegue la trattativa
Daniele Micheluz
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Sulla crisi Electrolux il dado è tratto per l’Italia. La multinazionale svedese nell’ambito di un piano di riorganizzazione che prevede 3.000 esuberi a livello mondiale e 1.800 in Europa è scesa nel dettaglio delle eccedenze in Italia. Lo ha fatto durante il lungo coordinamento nazionale, iniziato nel primo pomeriggio, a Quarto d’Altino tra i vertici italiani di Electrolux e i sindacati per discutere del piano di riorganizzazione del personale. L’azienda ha comunicato per l’Italia 373 esuberi, di cui 174 impiegati e 199 operai. Quasi la metà sono in Friuli. “Per lo stabilimento di Porcia – spiega il segretario Fim Cisl del Friuli Venezia Giulia, Gianni Piccinin, sono stati indicati 73 esuberi tra i colletti bianchi ai quali se ne sommano altri dieci legati agli uffici di Pordenone. Sono inoltre state confermate le 95 eccedenze tra gli operai che erano già state indicate lo sorso settembre e che sono ancora coinvolte nel contratto di solidarietà che scadrà a giugno, ma potrebbe essere rinnovato se i volumi produttivi non aumenteranno”. A Porcia, dove sono presenti il quartier generale italiano e il centro di sviluppo e ricerca, con 1.500 dipendenti di cui la metà impiegati, è la realtà più colpita. A Susegana ci sono 46 esuberi, 16 impiegati e 30 operai. A Forlì le eccedenze sono 108, una quarantina a Solaro. Numeri che preoccupano i sindacati. “L’unico accordo possibile – fanno sapere dopo l’incontro Fim, Fiom e Uilm – è per uscite su base volontaria e incentivata. Prima di ogni firma ci sarà un passaggio con i lavoratori in assemblea in tutte le fabbriche”.

La scure su Porcia fa tornare alla mente la pesante situazione di un decennio fa. In ansia anche la politica locale: occhi puntati su Regione e ministeri per evitare che molti lavoratori restino senza occupazione.

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