Emergenza da gioco d’azzardo in provincia di Gorizia

“Basta macchinette. Ce ne sono sin troppe e dobbiamo anche scontare la presenza, oltreconfine, dei casinò. Faremo la nostra parte, senza dimenticare che nel 2021 entrerà in vigore ...
Ivan Bianchi

“Basta macchinette. Ce ne sono sin troppe e dobbiamo anche scontare la presenza, oltreconfine, dei casinò. Faremo la nostra parte, senza dimenticare che nel 2021 entrerà in vigore la nuova regolamentazione imposta dalla Regione che avrà i connotati di una mannaia ad affermarlo il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, in quella che, nel Goriziano, sembra essere una vera e propria emergenza da gioco d’azzardo.

Una slot machine, nel territorio dell’ex provincia di Gorizia, si trova ogni 129 abitanti, circa, ed è un dato che porta l’Isontino ai massimi regionali. In poche parole, le macchinette, così chiamate, sono 1.077. Il picco si trova, però, a Monfalcone che raggiunge quasi le 400 slot, quindi Gorizia con 225 e poi Grado con 90. Ma anche in paesi ben più piccoli come Medea, che ne conta sei, e Moraro, che ne conta quattro, il problema persiste. Della stessa idea del sindaco anche l’assessore al welfare di Gorizia, Silvana Romano, che ricorda come il gioco d’azzardo sia fonte di disgregazione per numerose famiglie, ma mette anche a rischio il lavoro e in difficoltà numerose persone.

Tra le voci che si sono alzate anche quella del consigliere comunale Andrea Tomasella che punta il dito sui cinque milioni di euro mangiati annualmente solo nel capoluogo. “È una battaglia di civiltà”, precisa Tomasella. “In futuro potremo anche contare sullo sviluppo di strumenti come il Gect che, in tal senso, potrebbero essere pionieristici e contribuire a colmare una lacuna che l’Unione Europea non ha ancora saputo risolvere e nemmeno affrontare”, conclude.

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