Esperti certificati in robotica ancor prima del diploma Its

Per 44 corsisti MITS la certificazione ricevuta da ABB a seguito del superamento di specifiche prove
Redazione

Esperti certificati in robotica, ancor prima del diploma ITS. A breve si terranno gli esami per il conseguimento del diploma di Stato di Tecnico superiore (V livello EQF), ma 44 giovani del corso post diploma MITS in Automazione e sistemi meccatronici ci arriveranno con un titolo ulteriore già in tasca: l’assegnazione da parte di ABB (leader mondiale nella produzione di robot) dell’attestazione di competenze nella programmazione robot studio e programmazione rapid, che si sono guadagnati dopo aver superato un esame articolato, in parte teorico e in parte pratico, svolto attraverso l’utilizzo di robot industriali.

Gli esami si sono svolti nel LabMITS 4.0, da poco inaugurato, che vanta un’importante area di robotica, costituita da tre robot utilizzati nelle ordinarie attività formative dei corsi meccatronici (Robot IRB 1200 ABB, cobot Yumi ABB a due bracci e Universal Robots UR5e a un braccio) e che a breve si arricchirà di un AGV, un veicolo a guida automatizzata/automatica, utilizzato principalmente in campo industriale per la movimentazione di prodotti all’interno di uno stabilimento. La preparazione agli esami è parte integrante del percorso di studio, mentre i costi degli esami sono stati quasi interamente sostenuti dal MITS.

Prospettive future della robotica

La vision del MITS di investire nell’alta formazione specializzata in ambito robotico, si fonda su dati oggettivi e previsioni di sviluppo del settore a livello internazionale. La società di ricerca Robo Global prevede che il mercato mondiale della robotica industriale aumenterà da 45 miliard di dollari nel 2020 a 73 miliardi di dollari nel 2025. Senza contare che entro la fine di quest’anno la base mondiale installata di robot industriali supererà i 3,2 milioni di unità, il doppio rispetto al 2015. L’Italia è messa piuttosto bene: si conferma la seconda manifattura in Europa come utilizzatore, dietro alla Germania, con 74.400 unità ed è al decimo posto a livello globale, dietro a giganti come Giappone e Stati Uniti e anche a Paesi ultra-innovativi come Singapore e Corea del Sud. La tendenza che si osserva, poi, è una crescita (seppur ancora su volumi non molto rilevanti) della robotica collaborativa. Un’analisi della società di consulenza Abi Research ha peraltro previsto che le vendite di bracci collaborativi raggiungeranno gli 11,8 miliardi di dollari entro il 2030, con un significativo aumento rispetto ai 711 milioni del 2019. A fronte di tale sviluppo del settore, sul mercato del lavoro non sono disponibili tecnici con l’alta specializzazione necessaria e richiesta.

Nuove opportunità

La pandemia Covid ha dato una spinta alla robotica perché ha reso l’automazione, la robotizzazione e la digital transformation una necessità senza la quale per le aziende si presenta il rischio di chiusura. Prima dell’epidemia alcuni settori dell’opinione pubblica ritenevano con preoccupazione che una maggiore automazione avrebbe avuto un impatto negativo sulla forza lavoro, con i lavoratori essenziali sostituiti da robot autonomi. Sin da quando l’innovazione è entrata a far parte dei settori lavorativi, ci sono state professioni emergenti derivanti dalla nuova tecnologia e casi in cui le macchine, anziché sostituire i lavoratori, hanno aiutato l’uomo a svolgere le mansioni in modo più efficiente. La pandemia ha cambiato sia l’interazione tra umani, sia le preferenze dei consumatori e questo aprirà nuove opportunità: automazione e occupazione non si escludono a vicenda, ma continueranno a coesistere, con robot programmati da tecnici specializzati a svolgere lavori prettamente ripetitivi e l’uomo che potrà concentrarsi in compiti dove è necessaria empatia e capacità decisionale veloce.

Per maggiori informazioni sui corsi del biennio 2021/2023 e modalità di iscrizioni alle selezioni estive di luglio consultare il sito www.itsmalignani.it

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