Esposizione sul Pordenone, Sgarbi boccia il manifesto della mostra di cui è curatore

“Se non lo cambiano, non vengo all'inaugurazione”. La mostra, organizzata dal Comune, è in programma dal 26 ottobre al 2 febbraio 2020
Daniele Micheluz
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La mostra su Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, sarà di grande livello, anche per la presenza di opere di suoi coevi come Giorgione, Tiziano e Tintoretto, ma il manifesto ipotizzato è da cambiare. Non usa mezzi termini Vittorio Sgarbi, curatore assieme a Caterina Furlan dell’allestimento organizzato dal Comune di Pordenone e in programma dal 26 ottobre. “Il manifesto non mi piace – ha tuonato oggi Sgarbi –  con il nome diviso in Por-den-one, non è un salame. Se lo portiamo in giro per l’Italia non si capisce che è una città, figurarsi una mostra. Va cambiato. Se resta così non vengo nemmeno all’inaugurazione”, ha ribadito strizzando l’occhio all’assessore alla Cultura, Pietro Tropeano. 
Manifesto a parte, quella pordenonese si preannuncia un’esposizione di livello internazionale, come è emerso dalla riunione odierna che coinvolto tutte le parti impegnate. Ci saranno anche opere di Tiziano, Giorgione e Tintoretto. 

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