‘Fai quello che dico io, o torni nel tuo Paese’: arrestato

Maltrattamenti in famiglia: arrestato un cittadino iracheno residente a Trieste. Nel pomeriggio di venerdì 19 luglio gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione alla ordinanza di cust...
Redazione

Maltrattamenti in famiglia: arrestato un cittadino iracheno residente a Trieste. Nel pomeriggio di venerdì 19 scorso, gli agenti della Squadra Mobile hanno dato esecuzione alla ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Trieste su richiesta del Pm titolare del fascicolo processuale nei confronti di P.S, classe 1978, cittadino iracheno residente a Trieste, indagato dei delitti di lesioni, maltrattamenti contro familiari e conviventi aggravati e minacce gravi.

Le indagini

Le indagini, dirette dalla Procura delle Repubblica di Trieste e condotte dagli agenti della sezione “Reati contro la persona, in danno dei minori e reati sessuali”, sono state avviate a seguito della denuncia sporta da parte della moglie dell’uomo, la quale, dopo anni di continue violenze e vessazioni poste in essere dal marito nei suoi confronti, ha trovato la forza di riferire quanto dalla stessa subito, nel corso del tempo, alla Polizia. Dal racconto della donna è emerso un quadro familiare contrassegnato dalla opprimente presenza di P.S., il quale non lesinava di sfogare i propri impulsi violenti nei confronti della moglie oggetto di ingiustificati e continuati atti di violenza fisica e psicologica.

Una vita impossibile

Dal 2016, infatti, l’uomo riservava alla propria moglie un “trattamento” del tutto incompatibile con i sentimenti di affetto e reciproco rispetto e fiducia che dovrebbero animare il quotidiano rapporto coniugale. La donna veniva, infatti, continuamente minacciata di morte da parte del coniuge che pretendeva di controllarne il telefono a suo piacimento

Ma non basta. P.S. aveva instaurato all’interno delle mura domestiche un clima di terrore tale da condizionare l’autodeterminazione della donna che veniva picchiata, anche di fronte ai figli minori, oltre ad assoggettarla, sia psicologicamente minacciandola di farla ritornare nel Paese di origine qualora si fosse ribellata ai propri voleri, sia economicamente erogando modestissime somme di denaro per le spese quotidiane insufficienti per le esigenze della famiglia.

La misura cautelare e il carcere

Gli approfondimenti investigativi avevano consentito di raccogliere determinanti elementi di riscontro che avevano permesso al Pm titolare del procedimento di chiedere ed ottenere dal G.I.P. di Trieste la misura dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla parte offesa, che veniva notificata all’indagato nello scorso mese di aprile.

Ciononostante l’uomo, noncurante delle prescrizioni impostegli, in più occasioni ha violato il predetto divieto presentandosi presso l’appartamento ove la moglie abita con i figli minorenni minacciandola di morte. A seguito dei predetti reiterati comportamenti, il Gip, accogliendo la richiesta del Pm, ha aggravato la misura cautelare già emessa nei confronti dell’indagato disponendo, per lo stesso, la custodia cautelare in carcere. P.S., ultimati gli atti di rito, è stato associato alla locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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