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Covid in Fvg, Fedriga: «Situazione critica, scattano zone rosse locali»

Il presidente della Regione rimprovera gli 'irresponsabili': "Basta menefreghismo". Non sono state date indicazioni precise sui comuni in cui saranno adottate maggiori limitazioni, ma nel mirino ci sono Bassa Friulana, Carnia e Valli del Natisone

Ci saranno delle zone rosse anche in Friuli Venezia Giulia. Il dove verrà deciso nel corso di una riunione in corso e il quando verrà comunicato verosimilmente già domani con le restrizioni che scatteranno però non nell’immediato. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga nel corso del nuovo punto settimanale per presentare il quadro della situazione pandemica, al fianco del vicepresidente Riccardo Riccardi e di Fabio Barbone alla guida della task force covid del Fvg, ha annunciato la necessità di interventi drastici.
A rischio sono i paesi più piccoli, quindi alcune aree della bassa friulana, la carina e le valli del natisene, luoghi dove le comunità sono più piccole e quindi vi è una maggiore interazione. Al momento non ci saranno invece interventi del Governo anche se nel documento dell’Istituto superiore di sanità è richiesto un intervento da parte delle amministrazioni locali. Fino al 3 dicembre in ogni caso non cambieranno i 21 indicatori che danno vita all’algoritmo sulla base del quale il ministro della Salute Roberto Speranza firma i passaggi nelle diverse zone delle regioni.

La diretta

Il Covid avanza, ha spiegato il governatore, in particolare a causa dei menefreghisti. “Stiamo assistendo a un’impennata dei contagi”, denuncia il governatore Massimiliano Fedriga. “Serve un impegno da parte di tutti. Dobbiamo rispettare le regole ed evitare contatti sociali con le altre persone. Lo sforzo che stiamo facendo per tenere in piedi parte economica e salute ha bisogno del contributo di tutti, altrimenti perdiamo la battaglia”. “Vedo troppa gente che pensa che le regole non esistano”, tuona ancora Fedriga. “Serve buon senso. Altrimenti poi non qualcuno non si deve lamentare se a Natale non potrà uscire a fare acquisti…”.

C’è stata irresponsabilità da parte di alcuni cittadini e le regole non sono state sempre rispettate. Stiamo ipotizzando misure più stringenti nelle aree con il maggior tasso di contagio”, annuncia Fedriga. “Mentre noi cerchiamo di muoverci con il tempo dovuto, non vorremo trovarci tra qualche settimana con misure ancora più dure. Qui ci deve essere l’impegno di tutti”.

“I numeri dei ricoveri ci fanno preoccupare. Non vogliamo trovarci nella situazione di altre regioni d’Italia come tasso di ospedalizzazione. Non ce lo possiamo permettere".

"Se non posso andare al bar, non vado a casa degli amici!", ha poi detto Fedriga. "Questo ha un effetto devastante e colpisce in termini di salute, facendo pagare a tutti le conseguenze”, ha detto ancora il governatore, ricordando che il Fvg “ha cercato di tenere l’equilibrio tra salute ed economia, ma se ci sono disattenzione o menefreghismo non funziona”.

Da parte sua il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha spiegato nel dettaglio la fotografia dei dati al 18/11 in Fvg: 20.725 casi positivi (51,7 per cento donne), l'età media è di 50 anni, le persone testate 257.516, 9.228 le guarigioni e 567 i decessi (età media 85 anni e 50,2 per cento donne).

Per quel che riguarda il tasso della cosiddetta letalità grezza in regione è del 2,7 per cento a fronte di un dato nazionale del 3,7 per cento. Relativamente all'occupazione dei posti in Terapia intensiva, raffrontando l'ondata della scorsa primavera a quella attuale, l'apice del 3 aprile raggiungeva 61 pazienti ricoverati mentre quello di oggi arriva a 54. Inverso il rapporto per i posti letto di area medica: picco di 236 il 29 marzo mentre oggi si è raggiunta quota 505. Sul tema delle residenze per anziani la percentuale di decessi tra gli ospiti è passata dal 22,5 per cento della prima ondata all'8,2 per cento dell'attuale fase. Per quel che riguarda gli operatori impiegati in queste strutture la percentuale dei positivi è passata dal 4,1 per cento della prima fase al 6,5 per cento di adesso. Un dato, come ha spiegato il vicegovernatore, che riflette la circolazione del virus all'esterno dove gli operatori hanno contratto l'infezione. Stesso discorso per il personale del Sistema sanitario regionale che nella prima ondata registrò 276 casi di positività (2 per cento) mentre in questa fase ha colpito 815 lavoratori (6 per cento).


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