Libero l’uomo che uccise Carmela a Feletto. La battaglia dei figli per il corpo della madre

"Lo Stato non permetta che a decidere del corpo di mia madre sia mio padre che l'ha uccisa"
Hubert Londero
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“Mio padre mi ha strappato mia madre una volta, non posso pensare che lo Stato gli permetta di strapparmela ancora”. E’ lo straziante appello del 27enne Pasquale Guadagno, la cui madre Carmela Cerillo è stata uccisa a 38 anni dal marito Salvatore il 25 aprile 2010 a Feletto Umberto. Lui e sua sorella Annamaria vorrebbero portare il corpo della madre a Napoli, dalla sua famiglia. Ma il padre, condannato a 18 anni di reclusione e uscito alcuni giorni fa dal carcere dopo 13 anni per buona condotta, non vuole concederlo. Solo lui, per legge, può disporre di quel corpo.

Un destino doppiamente tragico, quello di Carmela. Sua madre, la nonna di Pasquale e Annamaria, fu uccisa dal marito nel 1973 mentre aveva in braccio la piccola Carmela di appena 7 mesi.

I due fratelli, che hanno aperto un bar in via del Cotonificio a Udine, chiedono di essere protetti dal padre di cui hanno paura e al legislatore che sia cambiata la legge. L’istanza sarà portata in Senato l’11 aprile, dove Pasquale presenterà il libro “Ovunque tu sia”, uscito due anni fa, nel quale racconta la vicenda.

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