Frana devasta la strada verso il Passo di Monte Croce Carnico. Austria più lontana

Pesanti le conseguenze del maltempo in alta montagna, con la strada statale 52 gravemente danneggiata dalla caduta di alcuni ingenti massi
Matteo Femia
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Massi di ingente entità sono caduti sulla statale 52 nei pressi del passo di Monte Croce Carnico e hanno causato la chiusura della viabilità, impraticabile dopo che le pietre hanno pesantemente danneggiato l’asfalto. E’ questa la principale conseguenza del maltempo che ha colpito il Friuli nelle scorse ore, ma non è l’unica criticità riscontrata: uno smottamento ha infatti interessato anche la strada tra Savogna e la frazione di Gabrovizza. Continuano intanto i monitoraggi delle frane di Cazzaso a Tolmezzo, dove si manifestano segni di riattivazione, e Clauzetto, dove la provinciale 22 rimane chiusa.

Particolarmente intense sono state le piogge in alta montagna: sul gruppo del Canin e nella zona di Cave del Predil sono stati registrati 350 mm di pioggia in 36 ore.  Sotto controllo i fiumi, dopo che Tagliamento, Fella e i torrenti Resia e Raccolana hanno superato in mattinata i livelli di guardia, mentre ad essere monitorato è l’Isonzo che nel corso della giornata ha segnalato livelli di portata in aumento.

Il clima cambierà tra questa sera e domani, quando affluirà aria fredda e secca su tutta la regione, con la quota neve che si abbasserà fino a 500 m circa sulle Alpi e 700 m circa sulle Prealpi.

“La frana di Passo Monte Croce Carnico è un vero disastro per la viabilità, non solo nostra ma anche quella tra Italia e Austria”. A dirlo il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Mazzolini, che aggiunge come ad essere interrotta sia “la comunicazione internazionale di una buona parte della montagna friulana”. L’esponente della Lista Fedriga ricorda delle interlocuzioni dei mesi scorsi con le istituzioni della Carinzia per riprendere il progetto di un tunnel con cui ovviare il problema delle curve, per il quale Anas avrebbe le finanze per un intervento risolutivo su lato italiano, “ma mancava – specifica Mazzolini – la disponibilità da parte austriaca. Questi sono i risultati – conclude -. Si tratta, purtroppo, di un brutto colpo per la nostra rete stradale che peserà non poco sul turismo invernale ed estivo”.

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