Fvg: il Nas chiude tre locali etnici. Sequestri, denunce e sanzioni

Denunciato il legale responsabile di un’attività di ristorazione etnica poiché ritenuto responsabile di aver detenuto, per la successiva somministrazione prodotti congelati indicat...
Redazione

Denunciato dai carabinieri del Nas di Udine il legale responsabile di un’attività di ristorazione etnica poiché ritenuto responsabile di aver detenuto, per la successiva somministrazione prodotti congelati indicati sulla lista delle vivande come “freschi”, peraltro, in cattivo stato di conservazione. È solo una delle attività del Nas.

Tre ristoranti etnici sono stati chiusi a Udine, infatti, per gravissime carenze igieniche. In totale sono stati ispezionati una quindicina di esercizi di ristorazione etnica in Fvg: 8 quelli sanzionati, 4 i casi più gravi. Il legale responsabile di un’attività di ristorazione etnica della zona di Cividale è stato deferito per frode in commercio e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

In altri tre locali, uno a Trieste e due a Udine, sono state rilevate gravi carenze igieniche per cui, dopo l’intervento del dipartimento di prevenzione, è stata disposta la sospensione immediata dell’attività.

Negli altri 4 casi in cui sono state riscontrate violazioni alle norme in materia igienica, di cui uno in provincia di Gorizia e uno in provincia di Pordenone, sono state applicate delle sanzioni tra i 1.000 e i 3.000 euro.

Nell’ambito di una consolidata strategia dei controlli volti a garantire la sicurezza alimentare a tutela della salute del consumatore, principale compito istituzionale, di concerto con il Ministero della Salute, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, nel mese di maggio, ha eseguito mirate verifiche in campo nazionale presso strutture appartenenti alla filiera della commercializzazione e somministrazione di prodotti alimentari etnici, ovvero di produzione e preparazione enogastronomiche essenzialmente riconducibili a culture di Paesi extra europei.

“Particolare attenzione è stata riservata agli esercizi di ristorazione veloce e a quelli che adottano la formula “all you can eat” per accertare che mantengano i livelli essenziali di corretta prassi igienica e la fornitura di materie prime idonee ad assicurare un livello accettabile di sicurezza per il consumatore” chiarisce il generale di divisione Adelmo Lusi.

Nel solo mese di maggio 2019, periodo nel quale è stato rafforzato il dispositivo di controllo allo specifico settore, i NAS hanno effettuato 515 ispezioni che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 242 strutture (pari al 47% circa degli obiettivi controllati).

L’incidenza delle non conformità è sicuramente maggiore nel settore della ristorazione, dove il 48% dei locali controllati ha presentato delle irregolarità, mentre tale valore si riduce al 41% nei controlli a grossisti e depositi di alimenti etnici.

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