Gli steward urbani nel mirino dell’Associazione nazionale istituti vigilanza privata

L'Anivp punta il dito sul personale utilizzato a Pordenone: "Affidare loro la sicurezza può essere rischioso"
Hubert Londero
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Aumentare il livello di sicurezza affidandosi agli steward urbani può essere rischioso. A segnalarlo, con riferimento al Comune di Pordenone, sono l’Associazione nazionale istituti vigilanza privata e la società friulana Corpo Vigili Notturni. L’Associazione, infatti, sta aspettando una risposta alla lettera inviata alla Prefettura e alla Questura di Pordenone a luglio scorso, quando il Comune di Pordenone pubblicò la gara per individuare gli steward. 

“Non è in discussione l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e vivibilità alla città – commenta Claudio Moro, presidente di Anivp – ma ci teniamo a sensibilizzare le istituzioni sulle figure professionali scelte per farlo e anche sulla base normativa su cui si basano queste delicate competenze”.

“Per quanto sia personale qualificato – continua Daniele Zorzi, amministratore unico di Corpo Vigili Notturni – lo steward si occupa solo di sicurezza passiva e ha competenze troppo limitate nella gestione delle situazioni a rischio: è necessario invece che la sicurezza attiva sia affidata a persone con esperienza, che conoscono Pordenone e il suo territorio, che sappiano gestire e mediare i conflitti e lavorare in sinergia con le forze dell’ordine.” 

Per Zorzi e Moro la figura dello steward è stata istituita per i servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo e quella dello steward urbano non è una categoria prevista dalla legge. Inoltre, gli steward non possono svolgere i servizi previsti dal Comune di Pordenone perché non hanno possibilità di difesa e una centrale operativa che risponda immediatamente alla richiesta di intervento: tutte caratteristiche che invece possiedono le guardie particolari giurate. 

Di parere contrario l’assessore alla sicurezza della città sul Noncello, Emanuele Loperfido. “Questo è quanto sostengono loro – risponde -, noi siamo convinti di tutt’altro. E la conferma viene dal fatto che, vista la continuità del servizio, non ci sono stati ricorsi. Non abbiamo bisogno di vigilanti – conclude -, ma proprio dello steward, figura esistente, che non deve intervenire, ma riportare le situazioni alle forze dell’ordine”. 

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