Gong! Dopo 45 anni chiude il negozio di campane tibetane

Dopo 45 anni di attività, chiude - con un po' di polemica - un altro storico negozio a conduzione familiare di Udine. Si tratta del Buddha Image gestito dal 90enne Romano Di Bernardo. A causa d...
Giancarlo Virgilio

Dopo 45 anni di attività, chiude – con un po’ di polemica – un altro storico negozio a conduzione familiare di Udine. Si tratta del Buddha Image gestito dal 90enne Romano Di Bernardo. A causa di qualche acciacco, dopo quasi mezzo secolo di onorato servizio, il titolare ha deciso di abbassare definitivamente le serrande alle vetrine di quello che era oramai diventato un vero punto di riferimento e pellegrinaggio per tutti i clienti alla ricerca di prodotti artigianali e spirituali provenienti dall’India, Indonesia, Nepal e Thailandia.

L’annuncio

Il figlio Paolo, 57enne titolare della ditta ‘Db import’, magazzino all’ingrosso specializzato sempre in articoli orientali e posizionato nel retrobottega del negozio, lo ha comunicato affiggendo un avviso sulla porta d’ingresso che annuncia la cessazione dell’attività al 31 dicembre 2019.

Romano, Licia e Paolo Di Bernardo – si legge – ringraziano la clientela che ha sostenuto la nostra azienda familiare. Si ringraziano l’ex sindaco Furio Honsell, il sindaco Fontanini e l’assessore al commercio Maurizio Franz. Borgo Stazione, Boubir & Figli e i bar che ci hanno sopportato e avvelentato”. Segue, infine, un’ultima frase dedicata anche ai politici nazionali e locali: “Un ringraziamento particolare ai Mattei (Renzi e Salvini), agli apostoli (Pietro e Paolo), a Sant’Ermacora, la Boldrini, Serrracchiani, Gradini, Rosy Bindu, Marika, Meloni, Manzan e Ioan. Grazie per il degrado”.

Come confermato dallo stesso Paolo Di Bernardo, la famiglia ha deciso di mescolare i ringraziamenti veri e sinceri a quelli un po’ polemici o goliardici. “Lasciamo libera l’interpretazione del nostro annuncio, anche se certamente volevamo dare un segnale a quanto sta accadendo nel quartiere delle Magnolie”, ci spiega il figlio al telefono.

Tasse, costi e normative

“Quando si chiude un’attività è una danno per tutti – precisa Di Bernardo –. La gestione, però, oramai era in perdita da diverso tempo. Se calcola poi che mio padre non avrebbe più potuto seguire l’attività, che un dipendente costa in media 35 mila euro l’anno e che dal 2020 avrei anche dovuto fare degli investimenti per passare al registratore di cassa elettronico, la scelta che abbiamo fatto era inevitabile. Dispiace, chiude uno degli ultimi tre negozi condotti da italiani lungo via Battistig. La medesima situazione si sta verificando anche in via Roma, proprio lungo la strada in cui avevamo iniziato l’attività prima di spostarci in Vittorio Veneto e del nostro definitivo ritorno nel quartiere avvenuto nel 2004”.

Il contributo negato

In 45 anni di attività non abbiamo chiesto un contributo, mai nulla. Viceversa, abbiamo sempre versato tanta Imu, Tari e tasse varie e il Comune nemmeno ci conosce. Anzi, nel 2018 avevamo partecipato al bando per poter posizionare le luminarie lungo via Battistig, ma la domanda fu bocciata in quanto non eravamo un’associazione. Vede, Borgo stazione non è solo via Roma e via Leopardi. Quindi avevo pensato di partecipare per illuminare a festa la strada. Per 5 luminarie spendemmo circa 1.500 euro”.

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