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Gorizia piange Vittorio Iacovacci, lutto cittadino nel giorno dei funerali

Ziberna: “Il pianto e l’orgoglio di Gorizia per chi si è sacrificato in nome della pace”. Draghi: La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri

Gorizia si ritrova a vivere lo stesso dolore di 17 anni fa, quando, a Nassiriya, vennero assassinati, tre carabinieri del 13° Reggimento di stanza a Gorizia, lo stesso cui apparteneva, Vittorio Iacovacci, ucciso in Congo durante un attentato, insieme all’ambasciatore italiano, Luca Attanasio e all’autista del convoglio.

 

«Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della citta di Goma uccidendo l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio.

 

Il sindaco, Rodolfo Ziberna, annunciando il lutto cittadino per il giorno dei funerali, esprime il cordoglio della comunità e la vicinanza alla famiglia ed alle donne e gli uomini dell’Arma dei Carabinieri, rappresentati anche da una sua lettera inviata anche al Comandante regionale ed al Comandante generale dell’Arma. Si è sentito, già in mattinata, con il comandante del 13° Reggimento, il colonnello Saverio Celie, annunciando una sua visita in caserma per esprimere di persona il dolore della città.

“Vorrei che il sacrificio di chi, ogni giorno, rischia la propria vita per cercare di difendere la pace in paesi feriti dalla guerra non fosse vano ma servisse per far crescere questo grande valore nelle giovani generazioni ” sottolienea Ziberna e accanto al dolore dobbiamo esprimere con forza il nostro orgoglio per questi servitori dello Stato che non temono di mettere a repentaglio le loro vite per salvare quelle di tante altre persone. Parteciperò personalmente ai funerali, se le misure anti Covid 19 lo consentiranno e, in ogni caso, la Città sarà presente con una corona di fiori. Gorizia, conosce il significato profondo delle devastazioni di una guerra, devastazioni anche psicologiche ed emotive di cui ancora oggi porta le cicatrici, ma conosce anche la forza della speranza e della volontà di reagire che l’hanno spinta a partecipare alla costruzione di un nuovo futuro di pace. Uno sforzo premiato con la nomina a Capitale europea della cultura 2025 che oggi mi sento di dedicare a questi nostri ambasciatori di pace morti mentre cercavano di costruire un mondo migliore”.

Chi era Vittorio Iacovacci

Difficile uscire da un'imboscata come quella avvenuta in Congo che ha tolto la vita all'ambasciatore Attanasio e al Carabiniere Vittorio lacovacci. Proprio lacovacci, proveniente da un reparto d'elite dell'Arma dei Carabinieri, conosceva bene le tecniche e le tattiche da adottare anche in scenari avversi come quelli in cui operava.

Iacovacci era originario di Sonnino, in provincia di Latina. Aveva prestato servizio anche alla Folgore. Dopo la scuola allievi di Iglesias, in Sardegna, dopo aver provato anche il percorso al GIS ottenendo brillanti risultati, nel 2016 è avvenuto il trasferimento al Reggimento di Gorizia, nel nucleo d'elite pecializzato per formare i militari per le missioni all'estero e che già in passato aveva pagato un prezzo altissimo, durante l'attentato di Nassiriya o gli attentati in Afghanistan, ad opera dei talebani. Era stato inviato lo scorso settembre in Congo, in un contesto difficilissimo come quello di Kinshasa, territorio dilaniato dagli attacchi terroristici e dalle bande armate,  dove avrebbe fatto parte, sino ad oggi, del team di close protection insieme ad altri operatori del XIII. A breve avrebbe concluso la sua missione nel paese africano e sarebbe rientrato in Italia. Viveva in caserma e aveva una fidanzata. 

Lascia un vuoto nella comunità militare e in quella della sua cittadina, dove lo ricordano con affetto e ammirazione e dove, il giorno dei funerali, sarà proclamato lutto cittadino. 

Le indagini

La Procura di Roma ora indaga per sequestro di persona con finalità di terrorismo. I magistrati capitolini, competenti per reati commessi all'estero e che hanno come vittime cittadini italiani, hanno aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte in Congo dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci. Il procedimento è coordinato dal procuratore Michele Prestipino, lo stesso magistrato che ha condotto l’inchiesta sull’uccisione al Cairo di Giulio Regeni. I magistrati romani hanno delegato le indagini ai carabinieri del Ros.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime profondo cordoglio del Governo e suo per la tragica morte di Luca Attanasio, Ambasciatore d’Italia nella Repubblica Democratica del Congo e del Carabiniere Vittorio Iacovacci che lo accompagnava a bordo di un convoglio a Goma.

Il Presidente del Consiglio e il Governo si stringono ai familiari, ai colleghi della Farnesina e dell’Arma dei Carabinieri. La Presidenza del Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri.


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